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Nuovo locale sulla banchina di Oneglia, aperto da amici, specializzato nella lavorazione e cottura della carne. Ha aperto da pochissimo ed ovviamente si va a testarlo. Il ristorante si chiama “Matamà”, si inserisce tra la fila di ristoranti già presenti sul porto di Oneglia e, considerata la massiccia presenza di ristoranti “pesciofili”, la sua specializzazione in carne potrebbe funzionare alla grande.

Per la vostra eventuale macchina, il mio consiglio è quello di cercare parcheggio alle due estremità della banchina per poi farsi due passi a piedi sul porto. Il locale, all’interno, è piccolissimo, una piccola saletta al piano terra ed un’altra al piano sottostante che insieme non contano più di una trentina di coperti. Il suo sfogo rimane il dehor sul porto, ampio, riparato da un paio di grossi ombrelloni e capace di ospitare una sessantina di coperti. La mise en place è semplice, niente tovaglie, ma tovagliette singole di carta opaca, color vinaccia.

La serata è bellissima e l’atmosfera che si respira seduti a tavola è molto piacevole. Dopo aver salutato i nostri amici, uno in cucina e l’altro a gestire la clientela, ci accomodiamo. Ah, dimenticavo, noi siamo in compagnia della solita coppia e, questa volta, senza pargole al seguito.

Si parte con un antipasto. Per me ed il mio socio un Misto di bruschette: un paio di bruschette ottenute con pane casereccio appena tostato, una con pomodoro fresco e basilico e l’altra con fettine di lardo. Pane tostato male, poco insaporito nonostante il lardo e la bagnetta del condiglione. Tutto sommato quella col pomodoro, accettabile, ma quella con il lardo, mediocre. Anche mia moglie decide per le due bruschette, ma entrambe con pomodoro e basilico.

L’ultimo antipasto è l’Arbanella al gorgonzola. Un piatto di portata con nel centro l’arbanella di gorgonzola e tutt’intorno bocconcini di pane tostato (anche in questo caso non eccezionale) da “pucciare” insieme a verdura cruda varia, carote, sedano, rapanelli, peperoni, proposti a quadrotti nel piatto col pane oppure a julienne in un contenitore cilindrico. Ho trovato la mousse di formaggio, nonostante l’inevitabile corposità del gorgonzola, abbastanza leggera, ma troppo dolciastra.

Un breve nota sul servizio: piacevole, giovane, attento e simpatico.

Da bere, stasera, si va di Birra. Altra nota dolente. Va bene voler puntare su pochi prodotti scelti, ma non avere la birra alla spina e solo tre marche di birra in bottiglia, mi sembra veramente un po’ pochino. Se poi le tre marche sono Nastro Azzurro, Ceres e Corona, sembra evidente l’intenzione di voler indirizzare la clientela verso una bottiglia di vino. Primo giro di Nastro Azzurro.

Ma veniamo al piatto forte della serata. Siamo venuti principalmente per assaggiare la Costata di Angus. Si tratta di pezzature da sette, otto etti. Ne ordiniamo una prima da far girare al tavolo, bella calda e poi una seconda. Qui il discorso cambia, la carne è molto buona e ben cucinata, abbiamo chiesto una cottura media e rimaniamo completamente soddisfatti. Con la prima riceviamo in premio anche il succulento osso da spolpare. Ad accompagnare la carne ci vengono servite, oltre alle classiche salsine (maio e ketchup), alcune ciotoline con altre salse particolari da gustare con la costata: pomodoro piccante, burro aromatizzato e la prelibata “chimichurri” composta da peperoncino, aglio, prezzemolo, origano, alloro ed aceto. Tutte buone.

Di contorno ordiniamo tre piatti di Patatine fritte e dei Peperoni tostati. Patate dalla strana forma, una sorta di julienne, ma più larga ed arcuata, veramente buone. Peperoni particolari, molto leggeri, ma dal sapore strano, direi per gli amanti del genere. Col secondo giro di carne arriva anche il secondo giro di birre.

Chiudiamo con due Torte al cioccolato magro, dolce onesto, ma non eccezionale ed un giro di limoncini. Il caffè non è previsto, come da antica tradizione del gestore applicata in buona parte dei suoi locali.

Chiediamo il conto. La spesa finale è di 148 euro, poi scontata a 145 euro. A voi il dettaglio: anche loro mi cadono sul coperto 4 euro; tre bruschette 9 euro; la mousse di gorgonzola 8 euro; le due costate 68 euro; tre patate fritte 12 euro; i peperoni 4 euro; le otto bottigliette di birra 32 euro; una bottiglia di acqua 3 euro; due torte al cioccolato 8 euro ed i limoncini offerti.

L’intenzione, seppur lodevole, di voler puntare su pochi prodotti non ha ottenuto, secondo il mio modesto parere, il risultato sperato. Va detto che l’apertura è recentissima e, giustamente, va loro concesso un opportuno periodo di rodaggio. Da rivedere antipasti e beveraggio (la prossima volta vorrà dire che testeremo il vino), ma diciamo che la costata, con i suoi contorni, ha decisamente risollevato le sorti del locale. Se doveva essere il pezzo forte della loro cucina, in questo caso l’obiettivo è stato centrato in pieno. Occorre un’altra cena di verifica.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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