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Con questa mia recensione si chiude ufficialmente la nostra vacanza elbana. Siamo a Portoferraio, in attesa di imbarcarci sul traghetto. I posteggi per l’auto sono dislocati in più punti, intorno al porto, tutti a pagamento e noi ne troviamo uno in una traversa di via Vittorio Emanuele.
Dopo un breve giro sul porto e tra le vie interne del centro, è giunta l’ora di pranzo. Il nostro occhio cade su di un caratteristico ristorantino quasi alla fine della banchina, “Il Garibaldino”. Il locale ha due accessi, il primo direttamente sul porto, dove è presente una terrazza con vista mare ed il secondo sul lato interno del centro storico. Qui, a disposizione della clientela, è prevista una veranda protetta da vetrate (in questo periodo spalancate) ed una serie di tavoli riparati da numerosi ombrelloni bianchi. La capienza totale del locale è grande, direi che siamo abbondantemente sopra i cento coperti.
Noi ci accomodiamo sotto gli ombrelloni che danno sulla piazza interna. L’ambiente e l’arredo non sono dei più raffinati, si avvicinano di più ad una sorta di trattoria di mare con cucina tipica elbana. Da oltre trent’anni due famiglie si sono avvicendate nella storica gestione. Un simpaticissimo e gentilissimo cameriere si prende cura di noi. Ci prepara il tavolo, ci porta il seggiolone per la bimba, i menù, il cestino del pane (comune) ed una bottiglia di acqua naturale.
Prima ordinazione, la pasta per la piccola, un piatto di Penne al pomodoro. Questa volta non vorremmo finirle noi e chiediamo se è possibile avere solo mezza porzione. Veniamo prontamente accontentati. Buone.
Da bere, birra, due Birre piccole bionde. Dopo averci dato il tempo necessario per capire cosa vogliamo, il cameriere torna al nostro tavolo per prendere le ordinazioni ed eventualmente darci qualche consiglio.
Per l’antipasto abbiamo le idee abbastanza precise. Un Antipasto di mare che ci viene servito con una focaccina calda al rosmarino, gentilmente offerta. Si tratta di un grande piatto di portata a testa che comprende polpo e patate, frittelline di baccalà, crostino con pomodoro, una panatura di pesce ed una julienne di cipolle croccanti, alici marinate ed un trancio di pesce cotto al forno con patate. Piatto ricco ed invitante, cucinato semplicemente, ma ben fatto. Interessante il crostino. Anche la bimba assaggia, quel che può assaggiare, ed apprezza.
Vogliamo chiudere la nostra vacanza con un classico e ci buttiamo sul pescato del giorno. Una Spigola al forno con patate ed olive. Piatto cucinato semplicemente, senza troppi fronzoli, freschissimo di giornata, genuino, abbondante e saporito. Dal conto noteremo che qui, col pescato, si viaggia a circa dieci euro al chilo in meno rispetto ad altre località elbane, pur mantenendo un livello di qualità e freschezza simile.
A questo punto ci sta ancora un caffè per noi due ed un frutto per la piccola. In attesa del conto ci viene offerto un limoncino. La spesa finale è pari a 76 euro. Ecco il dettaglio: ahimè il coperto 3 euro; la mezza porzione di pasta 4.50 euro; i due antipasti di mare 18 euro; la spigola per due 40 euro; le due birre 5 euro; la frutta 2.50 euro; due caffè 3 euro, acqua e limoncini offerti dalla casa.
Direi una piacevole chiusura della nostra vacanza. Il conto ci viene servito su di una conchiglia con impresso il nome del locale che il cameriere regala alla nostra pargola. Soddisfatti del pranzo e del nostro soggiorno elbano ci alziamo e ci avviciniamo alla zona di imbarco dei traghetti. Bella settimana, bello il mare, bello il sole, ma (da buon Mangione) un pranzo passato a spiluccare con le mani bocconcini di pesce al forno con mia figlia…non ha prezzo!
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