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Sabato sera con i nostri amici di Torino. Per l’occasione si torna dal “comandante” Andreino al ristorante Anemone di Mare. Per tragitto e descrizione vi rimando, gentilmente, alle mie precedenti recensioni.
Siamo quattro adulti più le due pargole. La stagione non permette ancora una cena all’aperto e veniamo, quindi, posizionati nel solito tavolo posto vicino al bancone bar.
Innanzitutto le bimbe. Per loro, due Fritture di totani servite su pietra lavica con un contorno di insalatina. Un buon fritto, saporito, ma leggero.
Per noi adulti si comincia con il bere. Vorremmo riprovare il Piganò scoperto proprio in questo locale ormai un paio di anni fa, ma purtroppo è terminato. Ripieghiamo, allora, su di un bianco fermo. La proposta è ridotta che non è sempre un male, ma un po’ confusa ed alla fine decidiamo per un Pigato Cycnus dell’azienda agricola Poggio dei Gorleri. Etichetta del nostro territorio, tra le più affidabili.
Primo giro con una serie di antipasti, tutti diversi, per la gioia dello chef. La mia signora sceglie il Brandacujun rivisitato, una versione più lavorata, servita in una coppettina e con una spolverata di noci tritate. Sempre buono. L’altra signora ordina i Moscardini in umido, una porzione abbondante di moscardini tenerissimi, “annegati” in un sughetto rosso decisamente godurioso dove la scarpetta è d’obbligo. Ottimo. Per il mio socio, invece, un piatto di Alici marinate, porzione più che discreta, buona, ma che personalmente non trovo così invitante. Io chiudo il primo giro con una Insalata di polpo. Mi viene servito un piatto ovale di portata con una quantità enorme di polpo, patate, pomodorini, capperi ed olive taggiasche. Olio quanto basta per ben insaporire il piatto e, credo, anche una minima presenza di pesto, ma potrei sbagliare. Un gran piatto.
Col secondo giro chiediamo anche la seconda bottiglia di Pigato.
Mia moglie ed il mio socio scelgono tra le proposte del giorno di pescato, o meglio, si dividono un Rombo al forno con patate. Porzione adeguata, direi molto ben cucinata. Un classico. L’altra signora segue la scelta delle pargole con un’altra Frittura di totani e, per il sottoscritto, un piatto di Busiate con ragù di pesce, quasi immancabili quando vengo a trovare il comandante. Si tratta di un tipo di pasta presente nella cucina tradizionale siciliana, anzi trapanese, che ho assaggiato qui per la prima volta, ma che poi ho abbondantemente sperimentato nella recente vacanza siciliana. La busiata è una sorta di maccherone attorcigliato a mano, al cui interno rimane il delizioso condimento di pesce. La porzione è esagerata, abbondante forse anche per due persone, ma vi garantisco che il piatto tornerà in cucina sicuramente vuoto. Che scorpacciata!
Chiudiamo la nostra piacevolissima serata con un paio di dolci, solo per le piccole. Scelgono entrambe la Meringa con la panna, una con una spolverata di cacao e l’altra con una di cannella. Dolce completamente fatto in casa e bene direi. Panna ottima. Ovviamente ci “tocca” aiutarle.
Quando si cena da Andreino non si può non assaggiare uno dei suoi personalissimi distillati, in bella vista sulla credenza alle nostre spalle. Noi ne scegliamo un paio, al rabarbaro ed “a modo mio”. Non posso dire molto, vanno assaggiate.
A questo punto, un solo caffè e poi il conto. La spesa totale è pari a 182 euro, gentilmente arrotondata a 180 euro, con questo dettaglio: nessun coperto (ottimo); i due Pigati 36 euro; quattro bottiglie di acqua 8 euro; i due fritti delle bimbe 20 euro; i quattro antipasti 47 euro; le busiate 10 euro con un rapporto Q/P eccezionale, da provare assolutamente; i tre secondi 42 euro; due meringhe 10 euro; tre amari 9 euro ed il caffè offerto.
Una pura divisione matematica attesterebbe la quota pro capite intorno ai 30 euro, ma onestamente va considerata la quota parte delle pargole. In ogni caso rimaniamo comunque sotto i 40 euro che va benissimo se rapportato a quanto mangiato e soprattutto alla qualità ed alla freschezza delle materie prime utilizzate. Consigliatissimo.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
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