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Trasferta nella capitale con un collega. Col nostro corrispondente romano ci aspetta una “due giorni” di intenso lavoro, ma intervallata (possibilmente) da un paio di pause pranzo come si deve.
La prima la dedichiamo ai nostri amici del ristorante “Il Molo 91”. Veniamo spesso in questo locale, dove si può mangiare molto tranquillamente, ma se la pausa è breve sono anche in grado di servire un pasto di assoluta qualità in un tempo relativamente ridotto. Questo è quello che serve a noi oggi.
Il ristorante si trova in via Castelfidardo, a pochi isolati di distanza dagli uffici in cui ci troviamo. Ecco il mio riferimento per arrivare a destinazione. Partenza da stazione Termini, si svolta a sinistra e si prosegue per 500 m fino a via Cernaia, poi a destra per 200 m fino ad incrociare via Castelfidardo, quindi a sinistra per ancora un centinaio di metri e siete arrivati. Parcheggio molto, ma molto complesso. Non so proprio come potervi aiutare. Cercate, cercate, cercate e sperate nella fortuna.
Ristorante molto rinomato, gestito da una famiglia di origini sarde che hanno saputo abbinare, molto abilmente, le loro ottime ricette tradizionali alla cucina romana. Ne è nato un connubio meraviglioso.
Il locale è pienissimo, ma siamo fortunati perché è rimasto giusto un tavolino in fondo alla sala che sembra stesse aspettando proprio noi. In un attimo siamo seduti e serviti.
Ottimo cestino del pane casereccio accompagnato dal “sardissimo” pane carasau, sottili e croccanti sfoglie di farina e semola di grano duro. Acqua fresca ed una bottiglia di vino bianco per cominciare. Un Vermentino Donna Leonora del 2007 della Cantina Trexenta, situata nell’omonima zona dell’entroterra di Cagliari. Un bianco da 12.5 gradi, ottenuto da uve Vermentino di prima scelta, color paglierino chiaro con riflessi verdi, fragranza fruttata ed un sapore forte e persistente. Veramente ottimo.
Per il pranzo di oggi, considerati i tempi stringati, questa è la nostra intenzione: un corposo giro di antipasti ed un dolce. Niente di più e niente di meno. Almeno così pensavamo all’inizio.
Si parte a raffica con un funambolico Giro di antipasti misti di mare. I camerieri, molto simpatici, ma altrettanto svegli, rapidi e disponibili, ci portano a rotazione un numero infinito di vassoi: una prima mezza dozzina di ostriche, e poi ancora salmone marinato, insalatina di bianchetti, zuppetta di cozze, insalata tiepida di mare, moscardini fritti, una seconda razione di ostriche ed infine cozze gratinate. Tutto freschissimo, abbondante e ben cucinato. Questo delizioso giro di portate lo ritengo una tappa obbligatoria che mi sento di consigliare a chiunque volesse gustare dell’ottimo pesce.
Ora, secondo quel che ho detto prima, dovremmo passare al dolce, ma la tentazione di farci portare un altro piccolo assaggio è troppo forte. Decidiamo per una Fritturina mista e dei Calamari alla griglia. Alla base di tutto c’è sempre un prodotto freschissimo, valorizzato da una notevole abilità nel cucinarlo. Questo è quello che si trova al Molo 91.
Per ingannare l’attesa ci viene servito un Pinzimonio. A questo punto ci sta anche il bis di Vermentino.
Fritturina molto leggera con calamari, moscardini, gamberi, gamberoni e pesciolini di dimensioni medio/piccole da mangiare completamente. Calamari alla griglia buoni e particolarmente saporiti, nonostante io non sia un grande fan di questo piatto.
Ora siamo giunti veramente al dolce. Il mio socio ed io saremmo a posto anche così, giusto due cantucci e due amaretti accompagnati da mirto e fil’e ferru (fortissima acquavite di origine sarda), entrambi ovviamente di produzione artigianale. Il nostro collega romano, però, non è d’accordo. Chiama il signor Raffaele e si fa portare delle Seadas. Un tipico dolce dell’amata Sardegna. Si tratta di una sfoglia sottile ripiena di formaggio pecorino, dorata in superficie e cosparsa di abbondante miele. Vanno assaporate calde. Una botta calorica deliziosa.
E’ ora di tornare a lavorare. Tre caffè ed il conto. Spesa finale pari a 110 euro.
Non ho il dettaglio, ma penso di poter affermare che 37 euro pro capite sia una cifra decisamente onesta, considerato tutto quel che abbiamo mangiato, ma soprattutto la qualità e la freschezza delle materie prime. Senza dimenticare due ottime bottiglie di vino in tre. Il Molo si conferma, ancora una volta, una nostra tappa romana di assoluta affidabilità.
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