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Uscita lavorativa e pausa pranzo insieme ad altri due colleghi. Questa volta siamo nel centro storico di Albenga e più precisamente all’osteria “Sutta Cà”. Ci ritroviamo spesso in questo posto perché dal signor Ernesto, proprietario storico, è come andare a mangiare a casa. E per chi mangia spesso fuori, credo sia una cosa fondamentale.

Ora vi spiego come raggiungere il locale. Uscita autostradale di Albenga, si prosegue sempre dritto (direzione centro) per circa 3 km abbondanti superando un semaforo e tre rotonde. A questo punto state costeggiando il lato Nord del centro storico cittadino e siete praticamente arrivati. Per la vostra auto vi propongo due soluzioni: un parcheggio a pagamento sulla vostra sinistra (piazza Nenni) non appena vi trovate di fronte le mura della città vecchia, oppure un altro paio, svoltando a sinistra in viale Liguria (dopo una pizza al taglio), sia a pagamento o poco più avanti gratuito, esattamente di fronte all’arco che vi condurrà al ristorante.

Passato, appunto, l’arco a piedi, proseguite per circa una trentina di metri e siete arrivati. L’Hosteria Sutta Cà rientra in quella categoria di locali, rigorosamente a conduzione familiare, legati a doppia mandata all’antica tradizione ligure. E’ divisa in due sale, separate da un arco, con tavoli piuttosto ravvicinati e con un arredamento molto semplice, ma pulito ed ordinato. La classica trattoria.

Ad accoglierci c’è appunto il signor Ernesto. Un vero e proprio personaggio. Diciamo che il servizio va apprezzato nel tempo. Chi non lo conosce potrebbe non gradire i suoi modi di fare, obbiettivamente un po’ burberi e scontrosi, ma vi posso assicurare che va conosciuto.

Si presenta al nostro tavolo e, come d’abitudine, ci elenca a voce le proposte giornaliere della cucina. Poche, alcune che si ripetono a cadenza regolare, ma tutte assolutamente genuine. Non esiste antipasto, ma viene servito alla clientela un assaggino caldo in attesa delle ordinazioni. Per noi una Focaccina ripiena di prosciutto cotto e formaggio.

Cominciamo dal cestino del pane, casereccio, sia classico che alle olive nere, una bottiglia d’acqua naturale Lurisia ed una di bianco, un Vermentino San Dalmazio del 2007. Anche in questo caso la scelta dei vini è ridotta, le etichette sono sempre quelle, per la maggior parte rigorosamente locali, ma di sicuro affidamento.

Ordiniamo due Tagliolini pesto, patate e fagiolini ed un Minestrone di verdure alla Ligure. Porzione di tagliolini abbondanti, pasta fatta in casa, condimento buono ed equilibrato. Il minestrone del nostro collega è stato scelto senza pasta (volendo si poteva aggiungere), abbondante e cremoso quanto basta.

In questo periodo io non avrei mai scelto un piatto simile, ma a quanto pare lui sembra gradire molto.

Proseguiamo con due piatti di Frittelline di baccalà accompagnate da un contorno di patate al forno ed una insalatina mista. Frittelle numerose, molto saporite, forse un filo troppo unte. Buonissime, invece le patate al forno. L’altro collega, solito bastian contrario, sceglie un Trancio di tonno al sugo. Più che discreta la porzione di tonno, ben cotto, alla vista molto tenero, sporcato il giusto da un delizioso sughetto rosso da aggredire con tanto di scarpetta.

Niente dolce per noi anche se meriterebbero di essere assaggiati, tutti di loro produzione. Chiudiamo il nostro pranzo con tre caffè ed il conto. Pranzo offerto, ma ho sbirciato il conto: 58,50 euro.

Si rimane sempre sotto le 20 euro pro capite e si esce sempre soddisfatti di ciò che si è mangiato: casalingo, sano, semplice e genuino. Per quel che ci riguarda, una pausa pranzo di assoluta garanzia.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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