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Riusciamo finalmente a provare la nuova gestione del ristorante Didù ad Imperia. Questo locale, nel corso degli anni, ha cambiato già alcune conduzioni (troppe), ma sembra che questa volta i nuovi proprietari abbiano trovato la quadra, come si suol dire. Questo è quel che mi è stato raccontato ed ora lo verificherò di persona.

Prenoto per una Domenica a pranzo, siamo due famiglie, quattro adulti più la nostra piccolina ed un ragazzino già più grande, ormai un ometto. Il ristorante si trova sull’Aurelia, proprio sulla strada, ma un dehor chiuso con grandi vetrate limita in parte le pecche di questa posizione decisamente sfortunata. Il parcheggio, oggi che è un festivo, non comporta alcun problema, ma in altri momenti può complicare la vita. Una soluzione possibile, forse l’unica, è cercare tra i parcheggi a bordo strada oppure sulla parallela sottostante.

Lo stile ottenuto grazie al nuovo arredamento è decisamente accattivante, tutto molto minimal, dalle linee moderne ed i colori tenui e caldi in varie tonalità di marrone e beige. Parquet chiaro, pareti in tinta, tavoli e sedie con schienale alto molto stilizzate, illuminazione grazie a neon lunghi ed orizzontali che creano un bel gioco di luci sulle pareti. Mise en place moderna e sobria con tovagliette squadrate al posto delle tradizionali tovaglie. Tutto molto carino e pensato con notevole gusto. I tavoli sono pochi, anche perché lo spazio è ridotto. La sala è il risultato dell’unione di due spazi differenti, la parte interna della struttura e la parte ricavata dalla zona esterna (quella sul marciapiede per capirci) abilmente riunite grazie al dehor sopracitato. Ci accomodiamo.

Per ora siamo i soli clienti in sala. Ci accoglie una gentile cameriera e, subito dopo, ci raggiunge anche il gestore, nonché chef. La lettura del loro menù è stata sostituita da una lavagna appesa ad una parete del locale e dall’esposizione orale dello chef. In generale trovo questo tipo di presentazione un po’ pesante perché si rischia di incappare, anche se non è questo il caso, in un monologo infinito che ti fa perdere di vista l’obiettivo: la scelta del piatto. Anche se, questa volta, la spiegazione è abbastanza succinta, rimango comunque affezionato alla vecchia carta che, in ogni caso, può essere poi impreziosita da alcuni suggerimenti a voce.

Uno sguardo anche alla loro lista dei vini e poi si parte. Acqua naturale e cestino del pane discreto, ma non memorabile. Da bere puntiamo su di un bianco locale, un Pigato di Laura Aschero del 2012. Buono. Partiamo con un antipastino per tutti. Due Buridde di polpo, un polpo servito in una terrina ed annegato nel Rossese, accompagnato da due fette di pane casereccio leggermente tostate. Piatto particolare e molto saporito. Un Brandacujun ben eseguito, secondo tradizione. Uno Sformatino di peperoni, tortino tiepido di peperoni misti, rossi e gialli, accompagnati da una delicata crema di formaggio. Antipasti ben cucinati, forse troppo risicati nelle porzioni, ma in ogni caso piacevoli. Per la nostra pargola abbiamo chiesto, prima di ogni altra cosa, una porzione ridotta di Trofie al pesto che sono arrivate velocemente ed anche ben cucinate.

A seguire ci vengono serviti i nostri primi. Due Tagliolini con moscardini e pomodorini pachino e due Trofie calamari e zucchine. In entrambi i piatti ho trovato la cottura della pasta corretta, i sapori ben equilibrati, una buona proporzione di pesce, ma anche in questo caso, delle porzioni complessivamente ridotte.

Ultimo piatto, un secondo. Un pesce povero, ma impreziosito di sapori, ossia un Pesce lama al forno. Un trancio di pesce passato al forno e completato con patate tagliate a rondelle, pomodorini e cipolla rossa di Tropea. Buono. Siamo giunti al dolce. Due coppe di Fragole con gelato alla crema per i due ragazzi. Un classico. E due Panne cotte, una al caramello e l’altra al cioccolato. Dolce fatto in casa, buono e delicato.

Ancora quattro caffè e poi il conto. La spesa totale è di 115 euro, così dettagliata: nessun coperto; il Pigato 15 euro (ottimo Q/P) con l’aggiunta di una birra piccola 3 euro; i quattro antipasti 26 euro; i quattro primi 36 euro e la mini porzione di trofie 6 euro; il pesce 9 euro; i quattro dolci 16 euro ed i quattro caffè 4 euro. Giro di limoncino e mirto gentilmente offerto.

Spesa decisamente onesta, rapportata ad una buona qualità delle materie prime e della cucina. Forse questa particolare moderazione dei prezzi è agevolata dalla moderata grandezza delle porzioni. In ogni caso rimane indubbio il fatto di essere di fronte ad un rapporto qualità / prezzo assolutamente fuori dall’ordinario.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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Autore

jerryb@libero.it

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