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Per celebrare i quarant’anni di un amico è stata organizzata una “spedizione” di soli maschietti con destinazione Livigno. L’intenzione è quella di divertirci per tre giorni tra cene ed attività varie ed eventuali. Partenza Venerdì pomeriggio e tappa serale per una cenetta veloce nei pressi di Lecco. Via telefono, chiediamo consiglio ad un amico che vive in zona e lui ci suggerisce il ristorante “Azzeccagarbugli”.

Una volta uscita dalla Statale del lago di Como, ci dirigiamo verso il centro storico e, considerato che sono le 21 passate, troviamo comodamente parcheggio sul Lungolario Isonzo, a pochi metri dal locale che si trova sulla parallela interna, in piena zona pedonale, nella grande piazza XX Settembre.

La struttura dispone di un ampio dehor che si affaccia direttamente sulla piazza (il salotto di Lecco) che conta circa una cinquantina di coperti. Ovviamente non abbiamo prenotato, ma troviamo comunque un tavolo disponibile. Siamo in sei “scapoloni”.

Internamente non girovago per le sale, ma a prima vista ed anche dalla confusione, sembra molto grande e molto ben frequentato. Da quel che capisco, il locale si suddivide in due grandi sale distinte: l’osteria antica, dove ci accomodiamo noi, dallo stile decisamente classico, arredata con tavoli e sedie in noce massiccio, luce soffusa, colori caldi ed accoglienti, alle pareti quadri che narrano le storie del capolavoro del Manzoni; e la zona Lounge dove spicca, invece, l’attenzione verso il design e l’arredo moderno, caratterizzata da una vetrata che si affaccia sulla storica piazza di Lecco. Ci accomodiamo.

Alla giovane, cordiale e soprattutto disponibilissima cameriera chiediamo subito un paio di bottiglie di acqua, metà della tavolata ordina della Birra (scarsa disponibilità di etichette) e l’altra metà, tra cui il sottoscritto, una bottiglia di rosso avendo in mente di mangiare della carne. Scegliamo una bottiglia di Syrah del 2012. Vino da 12 gradi, morbido, fresco. Una buona bottiglia che, a breve distanza, bisseremo.

Abbiamo pensiamo ad un Antipasto misto come assaggino per tutti, prima di buttarci sul piatto principale. Sulla carta notiamo tutta una serie di proposte che riguardano numerose composizioni diversificate di antipasti e ne scegliamo una: affettati misti, involtini di bresaola ripieni di crema di formaggio, mozzarella di bufala, bruschette varie, cipollotti in agrodolce, pomodorini ripieni, insalatine miste. Credo di averli ricordati tutti. In ogni caso un antipasto un pò troppo banale, senza infamia e senza lode.

Torna a trovarci la simpatica cameriera per la nostra ordinazione principale. Come dicevo, tutti orientati verso la carne. Ad eccezione di un solo componente della tavolata che decide per un Filetto di vitello, siamo tutti convinti di assaggiare la loro Costata di manzo, chi più al sangue, chi più cotta. Contorno di Patate novelle al forno per tutti.

Dopo una decina di minuti dall’ordinazione si ripresenta la cameriera per informarci che di costate ne sono rimaste solo tre, ma che sono grosse e, se divise, sufficienti per tutti. Ormai non possiamo fare altro che accettare l’imprevisto.

Arriva per primo il filetto del nostro socio, l’aspetto non è esaltante e, a suo gusto, anche il sapore non brilla particolarmente. Vabbè. E’ il momento delle nostre tre costate da dividerci in cinque, ma non avendo più ognuno di noi la propria, la scelta delle varie cotture, ovviamente, è andata a farsi benedire. La qualità della carne sarebbe anche discreta, ma la confusione creata dal loro disservizio mi ha costretto a mangiare un “pezzo” di carne decisamente crudo. Io che avrei gradito una cottura media. Diciamo che si poteva fare sicuramente meglio.

La loro fortuna è stata la simpatia, la disponibilità e la pazienza della cameriera e l’atmosfera goliardica che regnava nel nostro gruppo. In una serata di baldoria come questa sarebbe andato bene “quasi” tutto, certo che se fosse stata una tranquilla serata a due, la critica sarebbe stata ben più pesante. Nulla di eccezionale anche per quel che riguarda le patate al forno.

Saltiamo il dolce, ordiniamo sei caffè assolutamente necessari per riprendere il nostro viaggio e chiediamo il conto. La spesa totale è di 282 euro, ossia ben 47 euro cadauno.

Non sono riuscito a recuperare il dettaglio, ma in ogni caso è decisamente troppo. Va bene che siamo in una bella città, va bene che siamo in pieno centro nella storica piazza principale, va bene tutto, ma non si è certo mangiato per quasi 50 euro a testa. La nota negativa è soprattutto legata alle capacità della cucina piuttosto che alla qualità delle materie prime. Per quel che riguarda il servizio, invece, sicuramente giovane, sicuramente simpatico, ma poco professionale. Paghiamo e scappiamo perché ci aspettano ancora tanti chilometri. La strada per Livigno è ancora lunga.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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