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Location: 6.5
Menù: 8.0
Servizio: 8.0
Qualità/Prezzo: 6.5
Siamo a cena da La Pesa, una delle trattorie storiche di Milano. La loro attività resiste sul mercato, come si evince dal nome, dal lontano 1902. Ambiente accogliente e familiare con una cucina che affonda le proprie radici nella più antica tradizione milanese.
Alcune bottiglie di acqua ed un paio di vino rosso. Rimaniamo in Lombardia e scegliamo una Bonarda dell’Azienda agricola Calvi di Canneto Pavese (PV). Molto amabile.
Cominciamo da un primo giro di antipasti. Un paio di Taglieri della Pesa che comprendono un misto di affettati (coppa, pancetta e salamino), un ottimo gnocco fritto ed un’insalata di nervetti con fagioli bianchi di Spagna e cipolla rossa di Tropea. Alta qualità delle materie prime. Non possiamo non assaggiare altri due classici della tradizione lombarda. I Mondeghili. Polpette di carne, dall’insolita forma squadrata, servite con senape e miele. Gli Sciatt. Frittelle valtellinesi croccanti e tondeggianti col cuore di formaggio fuso. Entrambi buonissimi e sfiziosi.
Chiediamo un’altra bottiglia di Bonarda e proseguiamo la nostra cena degustando altri piatti tipici della cucina milanese. Il servizio è particolarmente simpatico, gentile ed attento ad ogni nostra esigenza.
Ordiniamo un paio di Risotti della tradizione mantecati allo zafferano. Riso sgranato, al dente ed equilibrato nei sapori. Altrettanti Oss Bùs, ossobuchi di vitello proposti, come vuole la tradizione, con risotto allo zafferano. Non amo particolarmente questo piatto, ma devo ammettere che il risultato è di altissimo livello. E per finire due Cotolette alla milanese accompagnate da Patate al forno. Il classico dei classici. Servite con tanto di osso, spesse al punto giusto e con un’ottima panatura croccante e leggera.
Saremmo a posto, ma al dolce non rinunciamo. Tre Tiramisù della Pesa, una sola Crema al caffè con cioccolato fondente, panna montata e cacao e due Nuvole bianche, cialde croccanti e mousse al fiordilatte con salsa ai frutti di bosco. Chiusura migliore non ci poteva essere. Dolci a dir poco goduriosi.
Giro di caffè ed ammazzacaffè e poi il conto. La spesa complessiva è pari a 300 euro. Cinquanta euro pro capite spesi proprio volentieri.
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