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Cena con famiglie, la nostra e quella dei nostri soliti amici. In tutto siamo quattro adulti più due bimbe. L’intenzione è quella di farci una bella scorpacciata di carne alla brace. Andiamo dall’amica Silvia, titolare del ristorante “Dalla padella alla brace”, situato nella centralissima via dell’Ospedale. Per posizione e descrizione vi rimando alle mie precedenti recensioni. Abbiamo prenotato per le 20 con la necessità di un tavolo comodo per posizionare anche la carrozzina del secondo bimbo dei nostri amici.
Entriamo, saluti e baci e ci accomodiamo. Come richiesto, troviamo i due seggiolini per le bimbe e lo spazio nell’angolo necessario per disporci comodamente. Gentilissimi e premurosi, come al solito.
Si comincia con un ottimo cestino del pane (pane casereccio tagliato a fette, grissini artigianali e mini panetti aromatizzati al rosmarino, alle olive ed al peperoncino), due bottiglie di acqua naturale e gasata ed una bottiglia di vino. Nonostante la serata sarà a base di carne, decidiamo comunque per un bianco, anche per andare incontro al mio socio. Ci lasciamo consigliare da Silvia ed optiamo per un vino piemontese, un Arneis Blangè della cantina Ceretto d’Alba (CN) del 2011. Ottima scelta.
Noi due maschietti cominciamo con un piccolo antipastino, giusto un paio di bruschette a testa, così per smorzare l’appetito. Un tipo è una Bruschetta classica con strofinata d’aglio, pomodoro fresco a fette e foglie di basilico e l’altro una Bruschetta con olio, sale e fetta di lardo di Colonnata.
Per le bimbe facciamo partire subito un Filettino di vitello con contorno di pomodorini pachino e patate lessate.
Alla base della cucina di questo locale c’è un’elevata qualità delle materie prime, la carne delle pargole è tenerissima e molto saporita nonostante la cottura oltre la media (per ovvi motivi) che sicuramente non rende giustizia.
Terminati gli assaggini, ordiniamo tutti e quattro lo stesso identico piatto, che mi permetto di consigliare a tutti, la Tagliata di Kobe (Wagyu) abbinata ad un grande piatto di Verdurine grigliate. Su questa tagliata, dalle lontane origini giapponesi, la leggenda narra di bovini particolarmente “massaggiati” e “coccolati” prima della loro macellazione e questo produce un sottilissimo, quasi invisibile, strato di grasso che rende particolarmente gustosa e saporita la carne, da scottare (non troppo) sulla brace.
La presentazione è classica, numerose striscioline di carne appetitosa, oltre ad un contorno, già previsto, di pomodorini pachino, insalatina mista, due mezze patate scottate sulla brace ed una riduzione di aceto balsamico posto a lato (per chi gradisce). Gran piatto!
Passiamo ai dolci. Due mini Coppe di gelato alla crema per le nostre pargole, una Crostata con marmellata di fragola fatta in casa per l’altra golosa della tavolata e, per il sottoscritto, una Grossa meringa con abbondante panna ed una spolverata di cacao. Meringa fatta da loro, stesso discorso vale per l’ottima panna, densa e corposa. Una goduria!
Per finire un doppio di giro di limoncino. Chiediamo a Silvia il conto. Il totale è 165 euro, così distribuiti: coperto solo per gli adulti 8 euro; le due bottiglie di acqua 4 euro; il Blangè 25 euro; le due bruschette 6 euro; il doppio filetto con contorno per le bimbe 32 euro; la tagliata di Kobe e contorno per quattro 80 euro; i due dolci 10 euro, l’assaggio dei dolci per le bimbe e gli ammazzacaffè gentilmente offerti.
Cena di ottimo livello in un’atmosfera assolutamente piacevole che viene confermata ogni volta che torniamo a trovare Silvia ed il suo staff. Tra l’altro consiglio questo locale anche per un’eventuale pausa pranzo. Oltretutto, da poco tempo, è stato introdotto nel menù anche una sorta di menù fisso confezionato in diversi “tagli” per andare incontro alle varie esigenze della clientela. Provate, non ve ne pentirete.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
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