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Riceviamo la visita del nonno della nostra pargola e, dopo un paio d’ore trascorse insieme, lo portiamo a cena fuori in uno dei nostri locali più fidati. Andiamo da Silvia, da “Dalla padella alla brace”, situato sotto i portici del nostro centro storico d’Oneglia. Se volete qualche consiglio utile su percorso e parcheggio oppure qualche dettaglio in più sulla struttura oggetto della mia recensione, vi rimando alle mie precedenti recensioni. Telefono per bloccare il tavolo, siamo in tre più la bimba, ormai una signorinella.
Silvia ci fa accomodare nella prima sala e ci porta subito il loro tradizionale cestino di pane casereccio con l’aggiunta di panetti fatti in casa, aromatizzati al rosmarino, alle olive ed al peperoncino. Questa volta aggiunge dell’ottima e tiepida focaccia appena sfornata. Da bere una bottiglia di acqua naturale ed una di vino bianco. Vorrei far assaggiare a mio suocero un vino delle nostre terre e, quindi, decido per un Pigato di Laura Aschero del 2012. Un ottimo vino prodotto da questa azienda vinicola situata sulle colline di Pontedassio, nel primissimo entroterra imperiese.
Chiediamo subito il piatto per la piccola, una Orata alla griglia con contorno di carote sbollentate tagliate a rondelle. Un trancio di pesce cotto molto semplicemente, scottato sulla brace, senza alcuna sovrastruttura, del tutto “nature”. Buono.
Per noi tre un antipasto. Una Tartare di fassona, tagliata al coltello, rigorosamente di carne scelta piemontese, presentata con fine biscotto di grana, gocce di pesto sul piatto ed una salsina verde che sposa perfettamente il sapore della carne cruda. Per mia moglie e suo padre lo stesso piatto, il Brandacujun, un classico della cucina tradizionale ligure che mio suocero deve assolutamente provare. Porzione abbondante adagiata su di un letto di crema di patate viola, accompagnata da un sottile crostino di pane tiepido e la stessa salsina presente nel mio antipasto. Ottimo.
Io proseguo la mia cena a base di carne con una Tagliata di chianina, accompagnata da un mix di verdure saltate sulla griglia (zucchine, peperoni e melanzane), una mezza patata ed infine un’insalatina verde mista ad una julienne di finocchi. Un piatto completo, cotto perfettamente sulla brace, carne rosata all’interno e con la giusta crosticina esterna che ne impreziosisce il sapore. Per moglie e suocero nuovamente lo stesso piatto (quando si dice il feeling), una Orata rosticciata accompagnata da una misticanza dell’orto. Piatto decisamente leggero, ma saporito. Nulla a che vedere con la mia apoteosi di carne. Ad ognuno i suoi gusti.
Possiamo passare ai dolci. Per la pargola una coppetta di Gelato alla crema con un paio di biscotti di cialda a cilindro per decorazione e per il sottoscritto una mezza (non oso intera) Meringa con panna montata. Meringa e panna entrambe di loro produzione, di altissimo livello, accompagnate da una salsina di fragole e qualche fragola fresca. Eccezionale!
Chiudiamo la nostra piacevolissima serata con due limoncini ed il conto. La spesa finale è di 113 euro poi “arrotondata” a 110 euro, così distribuita: nessun coperto; la bottiglia di acqua 2 euro; il Pigato 19 euro; i tre antipasti 9 euro cadauno; l’orata della piccola 12 euro; la tagliata 16 euro; le due orate rosticciate 32 euro; i due dolci 5 euro ed i limoncini offerti.
Spesa sempre molto contenuta contrapposta ad una qualità sempre molto alta. Anche mio suocero “foresto” è rimasto decisamente colpito.
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