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Giornata lavorativa molto intensa, quando usciamo dall’ufficio sono le 21 passate. Sono con tre miei colleghi e, prima di tornarcene a casa, andiamo a mangiarci uno strameritato boccone con l’intento di staccare un po’ la spina. Uno dei nostri ristoranti d’appoggio lavorativo e non, fidatissimo, è “Dalla padella alla brace” nel cuore di Oneglia, nella centralissima e storica via dell’Ospedale.

L’amica Silvia ci tiene un tavolo nella prima saletta. E’ un Martedì, non c’è tantissima gente, solo altri due tavoli occupati. La nostra intenzione è quella di gustarci un bel “pezzo” di carne, cotta sapientemente sulla brace da Carmelo ed un buon bicchiere di vino rosso.

Sul tavolo due bottiglie di acqua naturale e gasata, il cestino del pane, casereccio con aggiunta di grissini ed una specie di panetti, di loro produzione, aromatizzati al peperoncino, alle olive ed alle spezie. Per il vino facciamo decidere il capo che opta per un Morellino di Scansano della cantina vinicola Poggio Trevvalle di Grosseto, del 2009. Vino che persolmente avevo già assaggiato e che fa esattamente al caso nostro.

Come detto, andiamo subito sul concreto e scegliamo tutti e quattro una costata da buttare sulla brace. Il capo sceglie una Costata di fassona, mentre noi altri tre ci facciamo consigliare da Silvia e decidiamo per la Costata di Kobe. La leggenda narra che la famosissima costata di Kobe provenga da manzo alimentato a frumento e birra, massaggiato ripetutamente con un sottofondo musicale. Il risultato di tutte queste accortezze è una carne estremamente tenera, attraversata da venature di grasso bianco e molto saporito. La cottura sulla brace, poi, è la ciliegina sulla torta. Ci viene servita a mò di tagliata, già a piccoli tranci e, per gli amanti della carne leggermente più grassa, è una vera e propria squisitezza. I piatti sono accompagnati da un paio di taglieri composti da verdure grigliate, insalatina mista e patate cotte sulla brace.

Per questa nostra cena lavorativa un piatto unico, si, ma eccezionale. Una gradevolissima scoperta.

Chiudiamo la serata con un dolcino: tre Sorbetti al limoncello, delicati e moderatamente alcolici ed una Macedonia di frutta fresca, presentata scomposta a fettine allargate sul piatto. Due caffè ed il conto. Ovviamente paga il capo, non ho il dettaglio, ma solo la cifra finale: 112 euro.

Meno di trenta euro cadauno per una goduriosa mangiata di carne di altissima qualità. Che sia un rapido pasto oppure qualcosa di più lungo e tranquillo, dalla nostra amica Silvia si esce sempre soddisfatti.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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