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E’ la Domenica di Pasqua ed io e mia moglie vorremmo pranzare con figlia e nonna senza, però, le classiche abbuffate legate alle festività. La mia idea è orientata verso un locale ad Imperia (oggi meglio evitare lunghi spostamenti), dove non è previsto un menù già impostato appositamente per l’occasione. Decido di ritornare dai nostri amici del ristorante “Dalla padella alla brace”.

Il locale è nel cuore di Oneglia e più precisamente in via dell’Ospedale, una traversa in fondo ai portici. Come ho già spiegato nella mia precedente recensione, il parcheggio è abbastanza problematico, ma oggi, giorno festivo, ho a disposizione tutti i parcheggi che voglio, gratuiti e non. Il clima della giornata sembra reggere e riusciamo anche a fare una breve passeggiata sul porto di Oneglia. Entriamo intorno alle 13,00.

Un rapido saluto ai nostri amici che, dopo l’arrivo della nostra pargolotta, non abbiamo più avuto modo di venire a trovare. Abbiamo praticamente condiviso con loro l’intero percorso della gravidanza venendo a pranzare quasi tutti i giorni. E ci sono mancati.

Ci hanno riservato un tavolo tranquillo, appartato quanto basta per sistemare agevolmente la nostra piccola. Il locale è pieno.

Innanzitutto una bottiglia d’acqua ed il cestino del pane: fette di pane casereccio, grissini artigianali e bocconcini di pane farciti con peperoncino, olive o spezie. Ottimi. Per il vino scelgo una bottiglia di Morellino di Scansano della cantina vinicola Poggio Trevvalle di Grosseto, del 2007. Varietà ottenuta da una quasi totalità di uva Sangiovese ed una piccola percentuale di Merlot ed Alicante. Ottimo vino, asciutto, speziato e piacevole, nonostante i suoi corposi 14.5 gradi.

Arrivano i piatti. Mia moglie e mia madre scelgono lo stesso, Antipasto di terra, composto da due fette di torta pasqualina (uovo e verdura) ed uno sformatino tiepido di verdura con annessa salsina ed una julienne di finocchi. Piatto sostanzioso e molto delicato. Io bypasso l’antipasto e mi butto subito su di un primo piatto che so, per certo, di sicuro affidamento: la Paella valenciana. Mi viene servita una terrina tonda di terracotta stracolma di paella, composta da un abbondantissimo mix di pesce, carne e verdura. Servita calda, diventa ancor più “focosa” grazie alla predilezione della chef Silvia verso i gusti forti, di carattere (come lei d’altronde). Eccezionale. Non so se dare colpa al vino, oppure alla paella, ma ci vuole un’altra bottiglia d’acqua.

Per il secondo siamo tutti e tre d’accordo scegliendo un piatto di chiara tradizione pasquale: Costine di capretto al forno con contorno di carciofi. Anche questo piatto è sull’abbondante, costine grasse al punto giusto, molto saporite con una panatura perfetta ed un contorno di carciofi saltati in padella con aglio e prezzemolo veramente squisito. Siamo decisamente sazi.

E’ il momento di distrarre la nostra piccola con un paio di uova di Pasqua. Saltiamo il dolce, complice anche un assaggio di cioccolata delle uova, e passiamo ai caffè. Il tempo a nostra disposizione è scaduto, ora ci tocca partire per andare a festeggiare con gli altri nonni, lontani circa duecento km. Evviva la par condicio! E’ il momento del conto. La spesa totale è di 82 euro, poi ridotta ad 80 euro, così composta: nessun coperto (bravi), le due bottiglie d’acqua 5 euro, l’ottimo Morellino 16 euro, i due antipasti di terra 18 euro, la paella 13 euro, le tre costine 30 euro ed i caffè gentilmente offerti.

Prezzo onestissimo se rapportato alla quantità, ma soprattutto alla qualità delle materie prime e dei piatti proposti. Nonostante la nostra lunga assenza, sapevo che non avrei sbagliato a scegliere questo locale. Una garanzia.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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