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Si avvicina la fine del soggiorno imperiese di mia suocera. Dice di esser stata benissimo, di aver trascorso giorni piacevoli e sereni e vorrebbe, in qualche modo, sdebitarsi. Per noi non deve assolutamente fare nulla, è stato un piacere, ma se proprio insiste, una soluzione ci sarebbe: una bella cena, in un posto speciale, da un paio di amici speciali, sarebbe un ottimo modo per suggellare la sua vacanza.
Telefoniamo a Lilli e Paolo del ristorante Lido a Bordighera. Il ristorante dove, quasi due anni fa, abbiamo festeggiato divinamente il nostro matrimonio. Al telefono ci risponde Paolo, molto felice di sentirci. Lo informiamo circa le nostre intenzioni e lui ci fa sapere che non ci sono problemi e che troveremo ad aspettarci il nostro solito tavolo.
Sabato sera, quindi, si parte per Bordighera. La strada per il ristorante è semplice: uscita autostradale di Bordighera (ovviamente), si percorre tutto l’allacciamento fino a raggiungere l’Aurelia e quindi la passeggiata a mare. A questo punto le opzioni per la vostra macchina sono due: utilizzare il grosso parcheggio gratuito posto all’estremità Est (lato Italia) della lunghissima passeggiata, oppure sfruttare, con un pizzico di fortuna, i parcheggi posti sulla strada parallela interna. Noi siamo fortunati e troviamo un posto libero nel parcheggione, proprio di fianco alla magnifica chiesetta di Sant’Ampelio, a picco sul mare, dove abbiamo celebrato il nostro matrimonio.
Ci incamminiamo verso il ristorante. Sono quasi le 21,00 e la passeggiata, a quest’ora, è qualcosa di meraviglioso. Non c’è ancora l’afflusso massiccio del dopo cena che riempie il lungomare ed i numerosi locali presenti, si riesce così ad assaporare un’atmosfera molto piacevole, incorniciata da uno splendido paesaggio con vista sulla costa a perdita d’occhio, fino a Mentone.
Non appena entrati, il primo a vederci è Paolo che viene incontro a salutarci molto calorosamente. Non ci siamo più visti dalla cena di Agosto dell’anno scorso, quando abbiamo festeggiato il nostro primo anniversario di nozze. Dopo un attimo ci raggiunge anche Lilli. E’ sempre molto piacevole rivederli. Due persone squisite che mettono il cliente immediatamente a proprio agio. Ci accomodiamo.
La serata è calda ed il nostro tavolo è in posizione perfetta. Il Lido, oltre alla sala principale, dispone anche di una balconata che ruota intorno al fabbricato e che conta una decina di tavoli. Essendo posizionato direttamente sulla spiaggia, in stile palafitta, la struttura balconata rimane a sbalzo sul mare, con un piacevole sottofondo dovuto al passaggio delle onde fin quasi sotto i tavoli. Come ho già detto, il nostro tavolo rimane nell’angolo esterno, appartato quanto basta e con una vista che spazia su tutta la costa italo–francese. Una tenda bianca e blu garantisce un minimo di copertura dalle eventuali intemperie e, nel caso ci fosse bruttissimo tempo, la zona esterna è attrezzata con pannelli plastificati trasparenti che riparano senza impedire la vista.
La mise en place è semplice, ma molto curata. Tavoli e sedie in legno che riprendono il tavolato del locale, la tovaglia è una lunga striscia di stoffa rosso-mattone che corre centrale lungo il tavolo. Illuminazione gestita da numerose lanterne affisse alle pareti esterne della struttura e su ogni tavolo un cilindro in terracotta bianco, bucherellato stile gruviera, con all’interno una piccola candela che da il tocco finale all’atmosfera.
Cominciamo a curiosare nel menù. Nel frattempo Paolo ci porta dell’acqua sia naturale che gasata ed il cestino del pane, arricchito da alcuni deliziosi torcetti fatti in casa. Da quest’anno il nostro amico ha la possibilità di rimanere in sala ad aiutare Lilli nella gestione dei tavoli grazie ad una new entry in cucina. Un nuovo chef che rimane sotto le sue direttive generali, ma che non disdegna alcune variazioni rispetto alla traccia storica del ristorante. Vedremo se si noteranno differenze.
A me la scelta del vino. Scorrendo la carta riconosco alcune etichette, molto affidabili e sempre presenti. Questa volta, però, vorrei cambiare. Decido di spostarmi in Sicilia e scelgo un Polena di DonnaFugata del 2006. Un vino corposo ed importante da ben 14 gradi, ottenuto in egual misura da uve di Catarratto e di Viognier. Servito freddo, discretamente profumato, diventa perfetto per il nostro menù a base di pesce.
Ed a proposito del menù, dopo aver scelto il vino è il momento di ordinare. Io e mia moglie decidiamo per un Antipasto misto di mare (per 2 persone): un grosso piatto di portata composto da acciughine impanate e fritte che avvolgono un delicato ripieno di pesce, e poi ancora polpo e patate, bagnetto di cozze, gamberi saltati ed un’insalatina di mare con verdurine presentata a julienne. Piatto cucinato divinamente, ma se inteso per due persone, forse leggermente scarso. Mia suocera sceglie un Crostone con gorgonzola, spada e rucola: due fette di pane abbrustolite con sopra una vellutata di gorgonzola, un carpaccio di pesce spada e della rucoletta fresca in chiusura. Ottima scelta.
La nostra cena prosegue con un Trancio di tonno pinna gialla e contorno di verdure per mia moglie: un corposo trancio di tonno, appena, ma proprio appena scottato, accompagnato da un tortino tiepido di verdure miste ed una delicatissima purea. Piatto decisamente adatto per gli amanti del crudo, non è il mio caso, ma gran piatto. Mia suocera sceglie una Frittura di calamari e verdure: fritto composto da soli anelli di calamari, panatura dorata e leggera, quantità più che sufficiente, contorno sfizioso di verdure in pastella, fritte con i calamari. Per me, invece, il piatto che non mi faccio mai mancare quando vengo a trovare i miei amici del Lido: i Tagliolini al nero di seppia con i frutti di mare. A mio parere, un piatto eccellente. Pasta fatta in casa, ottima cottura al dente, abbinata sapientemente al nero di seppia. Il rischio di appesantire il piatto, oppure di coprire il gusto del pesce è elevato, ma in questo caso l’accostamento dei sapori è delicato e perfettamente riuscito. Dose abbondante di frutti di mare che arricchisce notevolmente la composizione. Direi che il nuovo chef è riuscito a mantenere inalterata l’altissima qualità di questo piatto. Da provare assolutamente. Una vera e propria garanzia.
Scambiamo ancora due chiacchiere col nostro amico Paolo, ricordando la favolosa esperienza della nostra cena di matrimonio qui da loro. Sempre molto gentile e simpatico. E’ il momento dei dolci. Mia moglie passa la mano, mentre io e mia suocera non ne abbiamo assolutamente l’intenzione. Per lei un Semifreddo ai frutti di bosco e per me un Tortino al cioccolato. Due ottime scelte. Buono il semifreddo, leggero, delicato ed insaporito da una densa salsina di bosco. E che dire del mio tortino? Semplicemente squisito. Un letto di tiepida crema pasticcera accoglie un tortino di cioccolato fondente con al suo interno dell’altro cioccolato fondente caldo, quasi sciolto. Ogni boccone di tortino abbinato alla crema pasticcera è una vera e propria goduria.
Torna a trovarci Paolo per sapere se gradiamo un digestivo: limoncino, mirto, grappa di Pigato, di Rossese oppure la loro Erba Giulia. Le mie signore decidono per due limoncini, mentre io che ho un vago, ma buon ricordo di questa Erba Giulia, decido di riprovarla. Ottima. E’ un concentrato, simile alla grappa, non ben definito, che lascia in bocca una piacevole e leggera traccia di erbe aromatiche. Il sapore è molto buono, ma talmente delicato che non si riesce ad individuarne bene l’origine. Paolo lo capisce immediatamente ed è già pronto a riempirmi il secondo bicchierino.
Siamo così giunti alla fine della nostra cena. Non ci rimane altro da fare che pagare e salutare i nostri amici. Conto totale di 120 euro. Eccovi il dettaglio: tre coperti 6 euro; un antipasto di mare per due 25 euro; il crostone 10 euro; i tagliolini al nero di seppia 15 euro; il trancio di tonno 16 euro; la frittura di calamari 13.50 euro; il Donna Fugata 12 euro per un ottimo rapporto Q/P; due bottiglie d’acqua 6 euro; i due dolci 12 euro; tre caffè 4.50 euro e gli svariati assaggi dei digestivi gentilmente offerti.
Che dire? Il posto è incantevole, il locale e la sua atmosfera altrettanto ed il servizio è a dir poco curato ed attento. Anche se il trattamento nei nostri confronti è forse più “coccoloso”, vi posso garantire che rimane elevato sempre e comunque a prescindere. E’ proprio una prerogativa del locale.
E poi…si mangia divinamente! Questa è la cosa più importante. Se volete godervi una cenetta a due, di alta cucina, con la giusta atmosfera ed in “mezzo al mare”, questo è il posto che fa per voi.
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