- 0
- 454 words
…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Dopo il giro a La Morra durante la nostra prima giornata nelle Langhe, una veloce tappa in albergo e poi torniamo in questo borgo per la cena.
Abbiamo prenotato in uno dei locali che non avevano più posto per pranzo, la vineria San Giorgio, posizionata al termine della via principale, a ridosso della piazza col belvedere sulla quale è presente un discreto numero di tavoli per mangiare all’aperto. L’interno si rifà alla classica vineria/enoteca con tavoli in legno massiccio, tovagliette di carta color vinaccia, enormi scaffalature stracolme di bottiglie di vino che vanno a coprire quasi ogni parete. Sono presenti diverse sale, ognuno con pochi tavoli. La nostra, ad esempio, ne conta solo quattro e questo aiuta a creare un’atmosfera accogliente e familiare. Ci accomodiamo.
Il servizio è disponibile, ma sembra leggermente improvvisato e non troppo organizzato. Questo, però, fortunatamente, inciderà in minima parte sulla riuscita della nostra serata. Solo un paio di contrattempi di poco conto.
Innanzitutto una bottiglia di acqua naturale e due calici di vino rosso, tra i vari che hanno a disposizione, scegliamo un Barbera. Buono.
Per la nostra pargola ordiniamo subito un piatto di Ravioli del plin al brasato, giusta la cottura, buoni ed abbondanti.
Noi due cominciamo dividendoci un antipasto, un Flan di zucchine e porri su fonduta di Castelmagno. Tortino delicato, equilibrato, ottima la fonduta accompagnata da riccioli di porri croccanti.
Proseguiamo con il piatto principale. Per mia moglie, amante del tartufo, da questa cena comincia il suo “prezioso” percorso di assaggi. Stasera ordina un Doppio uovo al tegamino con grattata di tartufo bianco. Sul menù sono indicati 10 grammi per 35 euro. Dopo aver servito il piatto, si presenta al nostro tavolo una signora munita di piattino con tartufi e la classica grattugia. Parte la “grattata” e sarà mia moglie a fermarla. Una corposa presenza di tartufo, più che sufficiente per caricare di sapore le uova, corrisponde a 5 grammi abbondanti. Ci può stare. Onestamente pensavo ne occorresse molto di più.
Mentre mia moglie si gode il suo amato piatto, arriva la mia ordinazione, Risotto al Castelmagno con tartufo nero. Un buon risotto, bello sgranato, molto insaporito dalla presenza corposa del Castelmagno e dall’intenso profumo del tartufo, anche se nero.
Chiediamo il conto. La spesa totale, gentilmente arrotondata dal simpatico ed estroverso proprietario alla cassa, è pari a 70 euro. Non ho più il dettaglio, posso solo ribadire il costo del tartufo bianco, 3.50 euro al grammo che risulterà, nel corso della nostra breve vacanza, un prezzo più che onesto.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”