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Tappa gastronomica conclusiva prima della nostra ripartenza. L’ultimo ristorante che proviamo è “Antica Bosnia”. Rimane sempre nel centro storico, la prima traversa a destra dopo aver oltrepassato la piazza della chiesa, ad inizio paese.
I problemi per un eventuale parcheggio sono gli stessi riscontrati per gli altri locali provati nella zona. Consiglio sempre di lasciare l’auto nei pressi del lago e poi fare due passi (anche se in salita.
Il ristorante sorge all’interno di un antico “maso” del 1400 ed il nome deriva dal fatto di aver ospitato, in tempo di guerra, un gruppo di soldati bosniaci. L’entrata rimane in un vicoletto senza uscita.
Il locale è composto da due salette di ridotte dimensioni con un considerevole numero di tavoli che risultano molto (troppo) ravvicinati tra loro. Forse ne guadagna l’atmosfera del locale, molto più intima e raccolta, ma questo va a discapito della comodità e della privacy. Il problema per noi viene amplificato dal fatto che siamo corrazzati dal passeggino della bambina. Questo non cancella il fatto che mangiamo con i clienti del tavolo a fianco, praticamente sulle spalle.
Il servizio è comunque gentile, notiamo lo sforzo dei camerieri nel mettere a nostra disposizione più aria possibile, ma lo spazio è quello che è.
Sul tavolo una caraffa di acqua e cestino di pane di pasta dura. Per il vino ci manteniamo sul solito degli ultimi giorni, un Quartino di Teroldego. Sempre piacevole.
Anche stasera cominciamo con un antipasto in due: un piatto di Speck dell’Alto Adige e porcini. La portata è composta da poche fette di un buon speck, praticamente nessun porcino, ma in compenso tanti prataioli, accompagnati da quadrotti caldi di pan focaccia, una noce di burro ed una fetta di pane caldo al cui interno troviamo un piccolo rollè di salsiccia. Peccato per l’assenza dei porcini, vien da pensare che fossero presenti solo nel nome del piatto quasi come uno specchietto per le allodole.
La nostra cena prosegue con un secondo per mia moglie, Formaggio alla griglia con porcini e polenta. La composizione di formaggio è molto simile a quella gustata in una sera precedente, ma la qualità è inferiore. Questa volta i porcini, indicati sul menù, ci sono, ma il piatto in generale risulta mediocre.
Tutt’altro giudizio, invece, per il mio primo, Maccheroni al sugo di lepre. Porzione sostanziosa, cottura perfetta ed il condimento di lepre è abbondante e saporito. Buoni.
Quando la sala comincia a svuotarsi e si potrebbe apprezzare meglio tranquillità ed atmosfera del locale, ci tocca andare via per portare a dormire la nostra piccolina. Saltiamo dunque i caffè e chiediamo il conto. Il totale è pari a 32 euro. Purtroppo non ho il dettaglio per il semplice motivo che nessuno me lo ha dato.
Ad onor del vero, io avrei anche potuto richiederlo, ma l’ora della nanna della pargola è stata la nostra priorità. Il prezzo è più che onesto, ma sinceramente un conto più elevato non sarebbe stato congruo rispetto a quanto mangiato sia per quantità che per qualità.
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