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Siamo così giunti alla nostra ultima sera all’isola d’Elba. La vacanza è trascorsa velocissima ed il giorno della ripartenza è arrivato in un attimo. Da una parte meglio così, significa che ci siamo divertiti. Vogliamo chiudere in bellezza trascorrendo la nostra serata tra i fascinosi vicoli del centro storico di Capoliveri.

Discorso parcheggio, qui sono più informato, visto che è stata la nostra base per l’intera vacanza. Il centro storico è giustamente zona pedonale, quindi per le auto ci sono diverse possibilità: un parcheggio immediatamente sotto l’inizio del centro storico in via Appiani, un altro venti metri prima, sulla sinistra, nei pressi di una piccola rotonda, un terzo un centinaio di metri ancora prima, su viale Australia, ed infine, sempre su viale Australia, il parcheggio della Coop che è un po’ più lontano, ma ha sempre qualche parcheggio a disposizione ed una stradina di collegamento vi porta, in due minuti, a ridosso del centro storico.

Per la nostra cena abbiamo già un’idea precisa. Prima di partire ho fatto qualche ricerca su Internet ed ho sempre trovato ottime recensioni sul ristorante “La Taverna dei Poeti”. Durante le sere precedenti l’ho cercato per le vie del paese e l’ho scovato. L’impressione è stata molto positiva e ce lo siamo lasciati per ultimo.

L’atmosfera è decisamente intima, un’unica saletta completamente aperta sulla via, pochissimi tavoli ben disposti, un ambiente raccolto e molto raffinato. Noi vorremmo cenare all’aria aperta e chiediamo se è possibile usufruire di una dei due tavoli posizionati fuori, a ridosso dell’entrata. Veniamo gentilmente accontentati. Lo spazio a loro disposizione sul passeggio capoliverese non è tantissimo, ma fanno il possibile per metterci comodi. Molto premurosa la cameriera che ci aiuta a sistemarci, ancor di più il signor Paolo, titolare del locale. La sensazione che avverto è quella di una gestione a misura di cliente. A disposizione della bimba c’è un pratico seggiolone.

Siamo a posto, ora possiamo cominciare a curiosare nel menù che ci ha portato la cameriera insieme ad una bottiglia di acqua ed il cestino del pane, un misto tra pane comune, speziato e focaccina.

Per le nostre ordinazioni e magari qualche consiglio dobbiamo aspettare che ci venga a trovare il signor Paolo. Per la nostra piccola, stasera, niente pasta perché ha già mangiato e quindi spiluccherà un po’ dai nostri piatti.

Partiamo dagli antipasti. Per mia moglie il Tonno rosso del Mediterraneo, tre rondelle di tonno passate nel finocchietto selvatico e poi saltate in padella con un filo d’olio, accompagnate da finocchio fresco, fettine di mele verdi e bagnato da un’emulsione di aceto di mele. Eccezionale. Per me, invece, la Millefoglie di pane carasau con totani e cavolo nero. E’ un azzardo perché ho paura che il cavolo, che non amo particolarmente, incida troppo sul sapore complessivo. Invece il piatto mi conquista. Si tratta di diversi strati di pane carasau, ammorbiditi dal condimento stesso del piatto, tra uno strato e l’altro sono presenti totani, grandi e piccoli, amalgamati con una specie di soffrittino ottenuto con il cavolo nero. Piatto dall’approccio problematico, ma nel complesso molto saporito e sorprendentemente equilibrato.

Dietro consiglio del signor Paolo, accompagniamo la nostra cena con un Bianco dell’Elba “Le Giuncaie”. Un buon vino del 2009, con uvaggio 100% Procanico dell’Elba, servito fresco nella sua stilosa borsetta termica, discretamente fruttato, ma non invadente.

Dopo una breve attesa, durante la quale facciamo sgranchire le gambotte al nostra bimba, arrivano le altre ordinazioni. Per me un primo, mentre mia moglie prosegue sulla falsariga del suo antipasto e sceglie una Bistecca di tonno rosso del Mediterraneo con vinaigrette agli agrumi. Tonno ancora una volta eccezionale. Carne appena scottata, molto tenera e delicata ed al tempo stesso gustosissima.

Il mio primo, invece, consiste in un piatto di Gnocchetti di patate “Taverna”, sono gnocchetti rigorosamente fatti in casa (si vede e si percepisce al palato) conditi con del curry, una manciata di gamberoni appena sbollentati ed una julienne di zucchine. Ben fatti, meno saporiti di quel che mi aspettavo, ma per il resto nulla da eccepire. Per la cronaca, anche nostra figlia sembra apprezzare la loro cucina.

Siamo giunti al capolinea, ma prima vorremmo assaggiare la Varietà di pasticceria secca accompagnata da un buon passito, un Aleatico dell’Elba. Una degna chiusura.

Non ci rimane altro da fare che ordinare due caffè e chiedere il conto. La spesa finale è pari a 79 euro. A voi il dettaglio: due coperti (purtroppo) 4 euro; il tonno rosso 10 euro; la millefoglie carasau 9 euro; i gnocchetti 10 euro; la bistecca di tonno 19 euro; il bianco dell’Elba 14 euro; la bottiglia di acqua 3 euro; l’assaggio di pasticceria secca con l’Aleatico 10 euro ed i caffè offerti dalla casa.

Cena di ottimo livello e con un discreto rapporto qualità/prezzo ad eccezione, forse, della bistecca di tonno. In ogni caso, una quarantina di euro per mangiare un’accoppiata di pesce, con vino e dolce, a mio modesto parere, mi sembra una spesa abbastanza onesta. Piatti dalle porzioni si contenute, ma cucinati egregiamente con l’utilizzo di materie prime di primissimo ordine.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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