- 0
- 507 words
…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Da questa sera parte ufficialmente la nostra vacanza in Sicilia e più precisamente a San Vito lo Capo e dintorni. Dopo una rapida rinfrescata in albergo per scrollarsi di dosso le “fatiche” del viaggio, ci addentriamo nel paesino. E’ già abbastanza tardi e non abbiamo molto tempo per curiosare tra le mille proposte di San Vito. Ci fidiamo, quindi, del consiglio dei nostri albergatori e ci fermiamo al ristorante “A Lampara”, posto al termine dell’infinita ed affollatissima via Savoia, la via pedonale nel centro del paese.
Lo stile del locale rispecchia in tutto e per tutto la classica trattoria di mare, l’ambiente è rustico, ma curato ed il personale sembra attento e disponibile. Fosse anche un po’ più simpatico sarebbe perfetto, ma non si può avere tutto dalla vita. Ci fanno accomodare nella veranda che precede l’interno della struttura. Perfetto.
Innanzitutto un piccolo Aperitivo per ingannare l’attesa. Un flûte alla frutta lievemente alcolico accompagnato da un piattino di dadini di pane croccanti ed un altro di olive verdi.
Cominciamo dal bere con una bottiglia di acqua ed una di vino bianco. Chiediamo una mezza bottiglia e, tra le varie proposte, scegliamo un Corvo Glicine della cantina di Duca di Salaparuta. Buono, forse un po’ troppo profumato.
Si parte con l’ordine per la nostra pargola, una Frittura di calamari, un buon piatto, fritto leggero, porzione forse scarsina.
Per la mia signora, uno dei piatti del giorno esposti sulla lavagna appesa all’ingresso, uno Spiedino alla Palermitana, un paio di spiedini composti da pesce spada, gambero e calamaro. Materia prima fresca, passata in un’impanatura di farina di ceci, dal risultato tenero e croccante al tempo stesso. Ottimi. Chiediamo anche un contorno di Verdure miste grigliate, direi non proprio esaltanti.
Per il sottoscritto, invece, un classico della cucina trapanese, delle Busiate alla Sanvitese. Pasta fatta in casa, buonissima, tipica del territorio, condita con dadini di pesce spada e di melanzana, mollica tostata, pomodorini e granella di mandorla. Gran piatto. Probabilmente in questa vacanza mi ripeterò, ma le busiate vanno assolutamente mangiate più e più volte.
A chiusura della nostra primissima cena siciliana non ci facciamo di certo mancare un dolce. Uno solo. Una Cassata all’arancia con un paio di cucchiaini. Dolce ottimo, senza canditi, per me ancora meglio, chiuso con una deliziosa glassa all’arancia.
Direi che come primo giorno siamo a posto. Chiedo il conto. La spesa complessiva è di 58 euro, col seguente dettaglio: tre coperti 6 euro; il Glicine (da 37.5) 7 euro; la bottiglia di acqua 2 euro; la fritturina 11 euro; lo spiedino 12 euro; le busiate 12 euro; le verdure grigliate 4 euro e la cassata 4 euro.
Direi una buona cena, in una location sicuramente tipica ed accogliente con un valido rapporto Q/P. Nei prossimi giorni probabilmente capirò meglio le proporzioni. Per adesso siamo più che soddisfatti.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”