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Dopo molto, ma molto tempo e diversi contrattempi (miei) riesco finalmente ad andare a trovare l’amico Salvatore Pinga. Da un paio d’anni ha avuto la brillante idea di “inventarsi” (almeno da queste parti) la degustazione, oppure anche solo un aperitivo, a bordo del suo peschereccio ormeggiato in Calata Cuneo ad Imperia Oneglia. Alla base di tutto ci sono semplicità ed assoluta freschezza delle materie prime utilizzate che dipendono, ovviamente, dal pescato giornaliero. Una scelta, a mio modesto parere, vincente.

Con noi c’è un’altra coppia di amici, serata rigorosamente senza prole. Siamo in piena festa di San Giovanni, la banchina del porto è affollatissima, ma per fortuna noi riusciamo ad estraniarci da tutto e da tutti, semplicemente salendo sul “PingOne”, la sua barca. Il restyling della location, decisamente particolare, è stato lungo, ma il risultato è più che soddisfacente. La zona pensata per la cena è ben organizzata, pochissimi tavoli (credo un massimo di 12/15 coperti) tutti occupati, con un arredo caratteristico e marinaresco che rende l’atmosfera raccolta e piacevole. Come ho già detto, a due passi da noi c’è un mare di gente che affolla gli stand della festa, ma la cosa non ci tocca. Possiamo, quindi, accomodarci e goderci il lievissimo dondolio della barca con vista aperta sul porto.

Dopo i doverosi baci ed abbracci, si può cominciare. Il menù è pressoché impostato con una spesa base di 35 euro cadauno esclusi i vini, a noi ospiti tocca solamente la scelta del dolce finale e del vino. La cantina è ridotta e le etichette prevalentemente legate al territorio. Non essendo troppo fan dei vini locali, approfittiamo della presenza dei nostri amici, amanti delle bollicine, per scegliere un Mionetto Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, con un paio di bottiglie di acqua. Prosecchino servito bello fresco che ci sta.

Si comincia con un Antipastino, gamberi saltati in padella con brandy e prezzemolo ed un’insalatina di farro, pomodorini, sedano e colatura di alici. Spero di non essermi sbagliato. In ogni caso un buon piatto.

A seguire un primo. Lo chef Pinga, per questa serata, ha pensato a delle Linguine con scampetti. Cottura perfetta, condimento semplice, leggermente sporcato di pomodoro ed una materia prima utilizzata freschissima. Ottime.

I bicchieri presenti nella mise en place sono i classici “bicchierini della staffa”, come vuole la tradizione delle più antiche osterie, un sorso e si svuota in un attimo. Ed in un attimo se ne va anche la prima bottiglia di Mionetto, ma noi ne richiediamo subito una seconda.

La nostra cena prosegue con un’accoppiata di pesce, Merlano e Besugo. Due pesci semplici, ma cucinati egregiamente. Il merlano, dalla polpa simile al nasello, sfilettato, aperto, impanato e fritto, mentre il besugo cotto intero sulla piastra e servito senza particolari orpelli. Un piatto genuino, sincero e spontaneo, che credo rispecchi molto le intenzioni di Salvatore.

Tra una chiacchiera e l’altra, lo chef passa tra i tavoli per assicurarsi che tutto procede bene ed in uno di questi passaggi ci propone un assaggino extra. Una Fritturina di acciughe ed un trancio di lanzardo, o meglio nel gergo di “cavalla”. Noi non ce lo facciamo ripetere due volte ed ovviamente accettiamo. Piattino da spiluccare messo in mezzo al tavolo e decisamente apprezzato. Le acciughe sono un classico e sono buonissime, mentre la “cavalla” non solo non l’avevo mai assaggiata, ma neanche nominata. Mea culpa.

La nostra cena si chiude con un dolce, una scelta tra un paio di proposte, entrambe preparate da Salvatore: delle Pesche cotte nel cioccolato con amaretto ed un Tortino al cioccolato con una noce di panna montata. Ben fatti anche se, personalmente, ho preferito il tortino, molto più vicino ai miei gusti.

Bene, ora non ci rimane altro da fare che chiedere tre caffè (con la moka) ed il conto. Salvatore, nel farlo, si accomoda al nostro tavolo e ci offre ancora un digestivo, la scelta è tra un Limoncino artigianale ed un bicchierino di Porto (originale). Molto gentile.

Come si dice, si è fatta una certa, salutiamo Salvatore e lo ringraziamo perché ci ha fatto trascorrere una serata piacevolissima. Gli diamo appuntamento alla prossima occasione, magari non più ormeggiati, ma al largo. E sì perché, con una prenotazione adeguata che giustifichi l’escursione, ci potrebbe essere anche la possibilità di uscire in mare, per pescare (o anche no) e/o degustare la sua cucina.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

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