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Con i nostri amici di Torino decidiamo di tornare a Torre Paponi, al ristorante “La Pignatta d’oro”, locale finora preservato per le nostre cenette a due, ma non questa volta. Le rispettive pargole verranno con noi. Non è il classico ambiente dove i bimbi possono scorrazzare allegramente, ma confidiamo nella loro compostezza, con la speranza che si tengano impegnate a vicenda.
Sono già un paio di anni che non torniamo in questo ristorante dalla location magica, ma devo dire che, appena entrati, si capisce che il fascino è rimasto intatto. Il nostro tavolo è sufficientemente appartato e questo agevola molto la nostra tranquillità con le bimbe. Per itinerario e descrizione vi rimando, gentilmente, alle mie recensioni precedenti, tutte presenti sul sito www.jerryb.it.
Mentre diamo un’occhiata al menù, ci viene servito un Appetizer composto da un paio di crostini tiepidi per ognuno di noi, uno semplicemente con olio evo e sapori, l’altro con una fettina di lardo. Ottimi.
E’ il momento di ordinare, prima per le due bimbe ed a seguire il beveraggio. Decidiamo per due Primi al sugo, un piatto di ravioli ed uno di gnocchi che arrivano prontamente. Ben fatti, manco a dirlo.
Sul bere siamo orientati verso un rosso. Nella loro cantina prevalgono le etichette liguri e piemontesi (di livello medio – alto) e decidiamo per un Nebbiolo di cui, purtroppo, non ricordo l’etichetta. Comunque un ottimo vino, del 2012, che conta 14 gradi. Già bello impegnativo. Con il rosso anche un paio di bottiglie di acqua. Si può cominciare.
Mia moglie ed io ci buttiamo sul piatto oramai consolidato negli anni, il Tris di antipasti, composto da una millefoglie di polenta, patate e baccalà, un flan di porri con cuore di robiola e mosto d’olio ed un fiore di zucca croccante farcito di zucchine su crema di parmigiano. Un gran piatto, cucinato e presentato molto bene (anche l’occhio vuole la sua parte), con materie prime di qualità. Per i nostri amici, invece, un paio di antipasti singoli. Per lei uno dei tre presenti nel nostro piatto, il Fiore di zucca croccante farcito di zucchine su crema di parmigiano, sempre buono, ma forse, essendo ovviamente in quantità maggiori, leggermente pesante. Sarà la frittura del fiore, sarà la crema di parmigiano, ma chi può dirlo! L’ultimo antipasto è il Brandacujun su crostino caldo e crema di olive taggiasche e qui si torna sui massimi livelli sia per cucina che per livello di qualità.
Nel frattempo la prima bottiglia di Nebbiolo se ne è andata e, soddisfatti, decidiamo di bissarla.
Il secondo giro di portate comincia con un paio di Filetti alla griglia con salsa ai 5 pepi con patata al cartoccio e burro aromatizzato per le due signore. Ottimi i filetti, taglio alto, cotti perfettamente, rosei quanto basta all’interno, molto saporiti grazie alla salsina, gustosa sì, ma senza coprire eccessivamente la carne. Di contorno, nel piatto, una patata al cartoccio e del burro aromatizzato. Per me, invece, una Tagliata di manzo con trombette tagliate a julienne spadellate. Carne buonissima, lasciata sulla brace lo stretto necessario, molto saporita ed impreziosita da una julienne di trombette fantastica. Sembrava di mangiare piccoli spaghettini molto gustosi e delicati. Chiudiamo con la Cima alla ligure con lo stesso contorno di trombette. Premetto che la cima non rientra tra i miei piatti preferiti ed io non la ordinerei mai, ma a sentire il mio socio, il piatto è ben fatto e rispecchia molto la tradizione e l’antica cucina ligure.
Siamo, così, giunti ai dolci. E qui rientrano in gioco le due pargole. Per loro ordiniamo un paio di Coppette di gelato alla crema, noi adulti passiamo, eccetto una delle due signore che chiede un Tiramisù scomposto. Gelato abbastanza anonimo e tiramisù, diciamo, particolare, una sorta di composizione comprendente uno strato di amaretto, del gelato alla crema, uno strato di panna e del cioccolato. Dall’espressione della nostra amica direi senza infamia e senza lode.
La nostra cena termina con un paio di caffè, un vino liquoroso su richiesta del mio socio ed il conto. La spesa complessiva è pari a 220 euro con il seguente dettaglio: sei coperti 12 euro (non lo condivido, ma lo capisco più qui, con una mise en place simile, che in tanti altri posti); due bottiglie di acqua 6 euro; due Nebbiolo 40 euro (ottimo rapporto Q/P); i primi delle pargole 26 euro (forse eccessivo); due tris di antipasti 32 euro; il fiore di zucca ed il branda 22 euro; i due filetti ai 5 pepi 40 euro; la tagliata 18 euro; la cima 15 euro; il tiramisù 5 euro ed i due caffè 4 euro. I gelati delle bimbe e l’ammazzacaffè sono stati gentilmente offerti.
Anche in questa occasione saremmo perfettamente in linea con la nostra spesa media in questo locale, ma ovviamente con la presenza delle due bimbe la quota pro capite scende leggermente. Quel che importa è che, a distanza di un paio d’anni dalla nostra ultima visita, il fascino della location e la bontà della cucina siano rimaste intatte.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
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