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Ultima serata in terra siciliana. Abbiamo suddiviso la giornata in due parti: mare a San Vito la mattina e tour ad Erice nel pomeriggio. E proprio ad Erice ci fermiamo per cenare. Borgo medioevale situato sul promontorio (750 m s.l.m.) che domina l’intera città di Trapani, con vista sulle Egadi. Meraviglioso.
Per raggiungere il centro storico esistono due vie: con la macchina oppure con la funivia. Noi facciamo scegliere la pargola che, ovviamente, decide per la seconda ipotesi. Lasciamo, quindi, l’auto nel parcheggio a pagamento che si trova di fianco all’impianto di risalita ed in circa dieci minuti raggiungiamo il borgo godendoci il panorama.
Dopo un giro completo per i vicoli di Erice, arriva il momento della cena e, questa volta, ci affidiamo ad una indicazione della guida cartacea utilizzata per il nostro tour. Il locale consigliato è “La Pentolaccia”.
La serata è calda e vorremmo rimanere all’esterno. Entriamo a chiedere se hanno ancora un tavolo e ci fanno accomodare proprio dove volevamo, nel loro portico ai piedi della scala che conduce all’interno. Location esterna molto bella. Struttura ricavata da un antico convento del 1600. Elemento dominante la pietra faccia a vista, soffitto altissimo a volte, pochissimi tavoli ed un carrettino siciliano all’ingresso a mo’ di benvenuto. L’interno, invece, sembra meno caratteristico. Si comincia.
Innanzitutto il bere, una bottiglia di acqua naturale e la solita mezza bottiglia di vino bianco. Torniamo su di un Anthilia di Donnafugata, una garanzia.
Dopo una rapida lettura del menù, ordiniamo subito il piatto per la nostra bimba, una mezza porzione di Ravioli di ricotta e spinaci, conditi semplicemente con burro e parmigiano. I ravioli, anzi ravioloni, arrivano velocemente, cotti perfettamente, buoni.
Per mia moglie lo Spada panato: un trancio di notevole dimensione arricchito da una delicata panatura alle erbette e trito di mandorle e con un contorno di Patate arrosto. Ottimo.
Per me, invece, la vacanza siciliana non poteva terminare senza aver assaggiato ancora un piatto di busiate, più precisamente delle Busiate Cala Rossa. Una corposa porzione di busiate amalgamate con una dadolata di pesce spada, mollica di pane tostata, cipolla rossa, filetti di peperoni gialli, pomodorini pachino e qualche fogliolina di menta. Piatto esagerato.
Direi che siamo quasi a posto. Dico quasi perché stasera ci facciamo anche un dolcetto, un Tiramisù della casa. Dolce fatto da loro, ovviamente, con l’utilizzo di un doppio strato di savoiardi. Piatto buono, ma volendo essere pignoli forse un po’ asciutto perché i savoiardi hanno visto poco caffè.
Ora un solo caffè e poi il conto. La spesa complessiva è pari a 55 euro, con questo dettaglio: tre coperti 6 euro; la mezza bottiglia di Anthilia 7 euro; la bottiglia di acqua 2 euro; mezza porzione di ravioli 6 euro; lo spada 13 euro; le patate arrosto 4 euro; le busiate 12 euro; il tiramisù 4 euro ed il caffè 1 euro.
Un’ottima cena, in un’ottima location all’interno di un borgo medioevale meraviglioso e con un altrettanto ottimo rapporto qualità/prezzo. Meglio di così non potevamo concludere la nostra splendida vacanza siciliana.
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