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Pranzo domenicale in famiglia. Scendono i nonni dal Piemonte e ci raggiungono altri parenti da Beaulieu. Ci diamo appuntamento a Ventimiglia. E’ da un po’ che vorremmo sperimentare seriamente un locale sulla passeggiata a mare. Locale che frequenta, di tanto in tanto, mia moglie durante le sue pause pranzo. Questa ci sembra l’occasione giusta.
Il ristorante è direttamente sulla spiaggia, in fondo alla “promenade”, lato Italia. Per il parcheggio, in questo periodo, non c’è alcun problema. Sui due lati della strada, che corre a fianco della passeggiata, ci sono due strisce interminabili di parcheggi bianchi. Nella stagione estiva penso ci sia qualche problemino in più.
La struttura esterna è discreta, ma inevitabilmente intaccata dalla vicinanza del mare. Ci sono due zone esterne predisposte per mangiare all’aperto. Una non è attrezzata, ma l’altra si e, se non ci fosse troppo vento, la giornata invoglierebbe una mangiata sotto un timido, ma tiepido sole. Prima di entrare, notiamo un grande stagno sulla destra con una dozzina di tartarughe, più o meno piccole, che stanno lì spaparanzate al sole. La nostra bimba si diverte a seguire i loro movimenti. Entriamo.
La sala interna è decisamente meglio, una dozzina di tavoli ben distanziati tra loro e con una mise en place sobria, sufficientemente elegante e di chiaro stile marinaresco. Questa unica sala coperta, molto illuminata grazie a grandi vetrate, conta una cinquantina di coperti ed il nostro tavolo è accostato alla parete con la vista a pochi metri dal mare. Con la pargola siamo sette in tutto.
Dopo aver richiesto due bottiglie d’acqua sia naturale che gasata, chiediamo subito un piatto per la nostra bimba, del Pescato del giorno cucinato al forno. Nel frattempo vengono al nostro tavolo per darci qualche consiglio. Una ragazza disponibile, ma sbrigativa, oltre a darci libero movimento sulla carta, ci illustra le loro degustazioni, una sorta di combinazioni (numerose) a prezzo fisso che spaziano un po’ tra le proposte della cucina.
Mio suocero decide per la carta e comincia con una Insalata di mare, mentre per noi altri cinque un Menù degustazione da 45 euro: tre antipasti, primo o secondo, dolce e caffè.
Da bere scegliamo un Pigato Fontanacota del 2010. Un buon vino, servito freschissimo nel suo cestello. Dopo un paio di bicchieri noto sull’etichetta un bel 13.5°. Una gradazione importante per un bianco ligure che, tra l’altro, non si percepisce nemmeno.
Arriva l’antipasto per mio suocero, un piatto ovale di portata con una grande porzione di insalata di mare tiepida con soli totanetti a striscioline, conditi con un’emulsione di olio, sale e prezzemolo. Semplici, ma ottimi.
A breve arrivano anche i nostri piatti della degustazione. Anche per noi il primo passaggio è l’insalata di mare, servita su tre piatti ovali identici al precedente, da dividerci in cinque. Porzioni sempre abbondanti. Il secondo antipasto consiste in Frittelline di baccalà. Altri tre piatti ovali con grosse frittelle di baccalà, circa un paio a testa. Buone ed anche la nostra bimba sembra apprezzare. Il terzo antipasto è lo Stoccafisso mantecato con pinoli e noci. Piatto dal sapore particolare, sempre abbondante, ma a mio gusto un po’ troppo pasticciato.
Arriva il primo piatto di mio suocero, il pesce per la nostra bimba ed una gentile aggiunta di un ulteriore antipasto per noi che abbiamo scelto la degustazione. Il primo piatto consiste in Spaghetti alle vongole, servite in una grande terrina rotonda, condite in bianco, senza pomodoro, con il solo utilizzo di olio, aglio, prezzemolo ed un tocco di peperoncino. Gran piatto. Il Pesce al forno, oggi, è un’orata, ben pulita e presentata nel piatto con delle patate al forno tagliate grossolanamente. Piatto delicato, perfetto per la nostra pargola e per la mamma che l’aiuta a finirlo.
Per noi altri, invece, altri tre piatti di portata con delle buonissime Cozze in umido. Piccanti quanto basta, decisamente abbondanti e con un sughetto eccezionale sul fondo.
A questo punto bissiamo sia il vino che le due bottiglie d’acqua.
E’ il momento dei secondi piatti. A mio suocero una Frittura di totani e gamberi accompagnata da un “praticello verde” e delle patatine fritte rimaste, però, troppo unte. Patatine ridotte a piccoli fiammiferi, tagliate a julienne, ma troppo piccole e sottili per evitare che non si imbibiscano di olio.
Anche per noi altri arriva un secondo. Chi Frittura di totani e gamberi come mio suocero, chi Frittura di soli totani e chi un altro Pescato al forno. Tutte le fritture sono leggere, non unte ed abbondanti. Peccato per le patatine fritte che a prima vista sembrano così invitanti, ma poi pesantine al palato.
Chiudiamo il nostro lungo (non certo a causa del servizio rapido e informale) e piacevole pranzo con un Sorbetto al mandarino per tutti. Ci viene servito un vero sorbetto, non liquido da bere nel flute, ma neanche troppo ghiacciato, piuttosto una sorta di gelato cremoso dallo spiccato gusto di mandarino. Molto gradevole.
Caffè per tutti ed un paio di ammazzacaffè: mirto e grappa morbida. Al tavolo ci vengono a trovare le altre due signore che lavorano in cucina che hanno già riconosciuto mia moglie. Facciamo loro i complimenti e ci soffermiamo a scambiare due parole.
Mia suocera non vuol sentire ragioni e va a pagare. Non ho quindi il dettaglio, ma solo il totale: 320 euro.
La spesa di 53 euro pro capite non è certo modesta, ma la consistenza e la qualità delle portate giustificano la cifra. Una nota di merito va sicuramente agli antipasti, ottimi ed abbondanti. Mi sentirei quasi di consigliare questo pranzo tipo: ampia degustazione di antipasti, un dolce ed un buon bicchier di vino. Esperienza sicuramente da ripetere.
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