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Cena, badate bene, e non cenone, di Capodanno. Scappo due giorni con moglie e figlia per trascorrere un fine anno diverso. Decidiamo di aspettare la fine del 2011 nella meravigliosa Apricale, un borgo medioevale non lontanissimo da Imperia, ma sufficientemente lontano e magico per far sembrare questi nostri due giorni una mini vacanza. Soggiorniamo nell’albergo “diffuso” MuntaeCara, che tra l’altro consiglio a tutti, e per la cena del 31 dicembre ho prenotato alla trattoria A Ciassa.
La strada per raggiungere Apricale è lunga, ma semplice. Uscita autostradale di Ventimiglia o Bordighera, a scelta, in ogni caso la distanza fino alla rotonda che porta verso Apricale è la stessa. Da questa rotonda, in corso Genova, si svolta verso l’interno imboccando la SP64 e si oltrepassano gli abitati di Camporosso, Dolceacqua (altro bellissimo centro storico) ed Isolabona. Da quest’ultimo paese una deviazione a destra vi porta, dopo circa 3 km, dritti dritti nell’incantevole Apricale. Per la vostra macchina un consiglio: il vero centro storico non è raggiungibile con l’auto, ma a poco più di 100 metri c’è un comodo parcheggio libero.
Prima una riordinata in stanza, o meglio in una delle tante unità abitative indipendenti, sparse per il paese, che vanno a comporre l’innovativo B&B, e poi si va a cena. Qui, come ho già detto, non è previsto il cenone, ma una semplice cena con menù alla carta, sicuramente più adatta alle nostre esigenze. Verso le 20,00 entriamo in questa trattoria che, di giorno, presumo funga anche da bar del paese. Lo stile ricalca proprio il tradizionale ritrovo del piccolo centro, un bancone bar sulla sinistra con qualche tavolo di fronte, un’altra sala in fondo e, a sinistra, un’altra saletta dove è stato preparato il nostro tavolo. Sembra che questa sala, per come è stata impostata, sia quella di emergenza, in caso di pienoni. L’atmosfera è semplice, non particolarmente curata, ma accogliente e familiare. Il primo impatto non è il massimo e soprattutto stride con l’atteggiamento serioso, ma simpatico e professionale che ritroviamo nei gestori del locale. Padre e madre in cucina con i due figli che si occupano del servizio.
Riceviamo un Aperitivo di benvenuto: spumantino con chicche di melograno e fettine tiepide di panissa. Ci viene a salutare il simpatico gestore che, con particolare maestria, ci spiega l’offerta di questa sera. Partiamo dal bere, un buon Dolcetto delle cantine Dogliani ed una bottiglia di acqua naturale.
Cominciamo con tre Antipasti misti, uno anche per la nostra pargola (3 anni) che stasera, col nostro aiuto ovviamente, mangerà come i grandi. L’antipasto è composto da un fagottino caldo di verdura, due bruschette con porri e verdura ed un delicato tortino di peperoni. Buon piatto, ben cucinato ed anche ben presentato.
A seguire un primo piatto per la nostra pargola, una porzione di Gnocchetti con fagioli di Pigna e sugo di coniglio. Gnocchetti eccezionali, dalla particolare forma e colore, così ci spiega lo chef, in modo che non si capisca quali siano i gnocchetti e quali i gustosi fagioli di Pigna. Questo per ritornare al discorso fatto in precedenza legato alla cura particolare dei piatti ed alla chiara passione che mettono in cucina.
Per noi due una coppia di secondi, Cinghiale su purea di fagioli e Rollè di coniglio farcito alle erbette. Cinghiale ottimo, tenero, gustoso e svestito quanto basta del suo sapore selvatico. Sempre ben cucinato, ma meno entusiasmante il rollè di coniglio, rimasto al palato un po’ anonimo. Come contorno ci servono un piatto di Patate al forno. Tagliate a grossi rettangoli, dorate, buone.
Si sono fatte le 23,00 e tutto va bene. La nostra bimba, a dispetto delle sue abitudini, regge alla grande. Arriviamo, così, al dolce. Uno solo, rigorosamente fatto in casa. Una Panna cotta al cioccolato, morbida, leggera, ben cucinata ed apprezzata anche dalla bimba. Siamo quasi giunti a mezzanotte ed è tempo di brindisi. Vengono aperte alcune bottiglie di buon Moscato italiano, accompagnate da un piattino di piccola pasticceria, gentilmente offerti dalla casa.
Meno tre, meno due, meno uno…AUGURI DI BUON ANNO!!!
Dopo aver assistito agli immancabili botti di capodanno organizzati in piazza, è giunto il momento di pagare e portare la nostra stoica bambina a dormire. La spesa totale è di 89 euro, così dettagliata: tre coperti 4.50 euro; il Dolcetto 16 euro; una bottiglia di acqua 2 euro; i tre antipasti 27 euro; i gnocchetti 8.50 euro; i due secondi 24 euro; le patate 3 euro e la panna cotta 4 euro.
Il conto va chiaramente diviso per tre, considerato che nostra figlia ha ordinato come noi. Un’ottima cena in un ambiente molto semplice e rustico, ma con una cucina di livello decisamente superiore alle aspettative, con una particolare attenzione alle materie prime, alla presentazione dei piatti ed al benessere del cliente. Una piacevolissima sorpresa.
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