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Siamo ormai a Novembre e la degna chiusura dei festeggiamenti per il compleanno di mia moglie non poteva che essere tra le sue valli tortonesi, con un pranzo completamente a base di tartufo. Tartufo nero s’intende, altrimenti servirebbe un mutuo.
La località è Castellaro di Varzi, una piccola frazione a circa una quarantina di km da Tortona ed il ristorante scelto per l’occasione è La Primula Bianca.
La struttura è classica, del tipico ristorante, o meglio ancora agriturismo dell’entroterra e comprende anche otto camere per chi volesse soggiornare in queste zone. Al suo interno una grande sala circondata da enormi vetrate con vista a perdere sull’Alta Val Staffora, una mise en place semplice, ma pulita.
Siamo in cinque ed ovviamente abbiamo prenotato. E si perché la sala sarà anche immensa, conta forse più di cento coperti, ma pian piano viene occupata quasi completamente. Ci accomodiamo.
Sulla tavola, per cominciare, un Frizzantino Peumoussant Pinot nero – bianco di Ca’ di Frara, molto piacevole. A seguire una scelta tra rosso e bianco (imbottigliato) della casa. Noi decidiamo per il rosso, una Bonarda Costa del Sole del Marchese Adorno. Più che dignitosa.
Partiamo con la carrellata di Antipasti della casa. Ci vengono serviti, in rapida (ma non troppo) successione, un vassoio di affettati misti, salame, coppa, prosciutto crudo e pancetta, e poi insalata russa, una sorta di panino tiepido composto da mozzarella e pomodoro, del carpaccio con scaglie di tartufo nero, delle fettine di lardo insaporite con miele e noci, un’insalatina di tartufo nero, diversi crostini tiepidi con salsa cocktail o speck e brie, del cotechino con contorno di cipollotti in agrodolce, uovo fritto con scaglie di tartufo nero e, per finire, crostini con formaggio e tartufo. Direi una serie interminabile di assaggi, tutti molto buoni ed a richiesta prontamente bissati. Una partenza coi fiocchi.
Il nostro pranzo, dopo una doverosa pausa per riuscire ad “ammortizzare” il blocco degli antipasti, prosegue con un tris di primi. Nell’ordine: gli immancabili Agnolotti col brasato, un Risottino ai funghi e delle Tagliatelle, semplici, in bianco, ingolosite con numerose “grattate” di tartufo nero. Primi ottimi e, per fortuna aggiungo io, non troppo abbondanti. Dico questo perché mancano all’appello ancora tutti i secondi e noi siamo ormai sazi.
Si comincia con un delicato Roastbeef con scaglie di tartufo nero (non proprio la mia passione), del Cinghiale veramente ben fatto ed un contorno unico per entrambi i secondi di Patatine fritte. Mi illudo che le portate siano terminate ed invece si presentano al nostro tavolo con ancora il Carrellino dei formaggi. Ci fidiamo della loro proposta accettando una piccola rotazione di formaggi, accompagnati da miele di castagno.
Ora siamo ufficialmente arrivati al termine. Chiudiamo la nostra sontuosa degustazione del loro territorio con l’ennesimo tris, questa volta di dolci: un Tiramisù…senza cacao, una Torta farcita con le pere ed una Torta della nonna con crema pasticcera e panna montata. Tutti dolci di loro produzione. Buoni.
Non ci sta davvero più niente. Dopo i caffè chiediamo il conto. Il totale è 112 euro per una spesa pro capite di 28 euro. La bambina, che per lo più ha spiluccato dai nostri numerosissimi piatti, non è stata conteggiata.
Un rapporto qualità/prezzo davvero eccellente ed un servizio inaspettatamente molto giovane, ma al tempo stesso attento ed efficace. Complimenti. Direi una piacevolissima esperienza che vorremmo ripetere. Ci siamo proprio tolti la voglia di tartufo.
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