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Torniamo in questo locale con alcuni amici e colleghi e con i rispettivi bimbi. Il pretesto è quello di testare il loro fritto misto, ma la verità è una sola: amiamo uscire spesso a cena in buona compagnia. Siamo nove in tutto. E’ Domenica ed il locale al suo interno è quasi vuoto, gli unici clienti, oltre a noi, sono sistemati fuori nel dehor. Abbiamo, quindi, tutto lo spazio necessario per far scorrazzare le nostre pargole senza dar troppo fastidio a nessuno.
Il gestore ci accoglie, ci conduce al nostro tavolo e, dopo qualche minuto, torna a trovarci con la sua lavagnetta grazie alla quale ci decanta (anche un po’ troppo) tutti i piatti presenti nella lista. Prima di cominciare gli chiediamo gentilmente un piatto di pasta per i tre piccoli in modo da farli arrivare prima possibile. Delle semplici Pennette al pesto per le due bimbe ed un piatto di Ravioli di zucca al pomodoro per il bimbo più grande. I piatti arrivano velocemente. Buoni ed abbondanti, anche se noi avevamo chiesto per le due bimbe delle mezze porzioni.
Da bere due bottiglie di acqua naturale e due di acqua gasata, mentre per il vino lasciano a me la responsabilità della scelta. Dopo una rapida scorsa della carta dei vini, decido per un bianco siciliano nonostante qualche dubbio sollevatomi dal gestore. Non mi faccio condizionare e proseguo convinto con la mia scelta: un Lighea dell’azienda agricola siciliana DonnaFugata. Vino del 2011, discretamente fruttato e profumato che a me piace molto e che sembra convincere l’intera tavolata.
Dopo l’esuberante spiegazione dei piatti, tocca a noi scegliere. La maggior parte di noi comincia con un antipasto, tre Polpi grigliati su letto di patate ed un Brandacujun. Porzione di polpo generosa, molto tenero, gustoso e scottato quanto basta sulla griglia. Il branda, abbondantissimo, ben fatto, equilibrato nel sapore ed accompagnato da tre “vele” croccanti di pane.
Gli unici due che saltano l’antipasto decidono per due secondi: un Filetto di pescato accompagnato da verdurine grigliate e l’altra persona, poco amante del pesce, si fa consigliare dal proprietario e decide per una Costata di fassona da oltre mezzo chilo di carne! Filetto di pesce cucinato molto semplicemente, senza troppi fronzoli e sovrastrutture, piatto leggero, ma saporito. La carne sembra molto, ma molto appetitosa, cucinata a dovere, tenera e rosea al suo interno, in crosta esternamente ed alla vista il mezzo chilo di carne non sembra poi un’impresa così improponibile.
E’ giunto il momento del Fritto di paranza, motivo della nostra visita. Accettiamo il consiglio del gestore e ci facciamo servire due grandi piatti di portata da lasciare sul tavolo per tutti. Eventualmente, poi, chiederemo l’aggiunta. Si tratta di un fritto misto in tempura di calamari, qualche gamberone e verdura tagliate a julienne ed a dadini, servito su relativa carta assorbente. Fritto buono, leggero, non unto (proprio come mi aveva descritto il mio collega). Se proprio dovessi fare un appunto, io personalmente avrei composto la frittura in altro modo, la paranza è qualcosa di più articolato, magari con qualche verdurina in meno (decisamente troppe), ma con qualche altro tipo di pesce in più, per renderla più ricca, che ne so, pesciolini di piccolo taglio o acciughine. Discorrendo col proprietario, sembra che le varianti in cucina ci siano, ma questo può venir buono per la prossima volta.
Chiudiamo la nostra cena con un dolce, solo per i pargoli (aiutati da noi grandi). Chiediamo una specie di Mattoncino di cioccolato con nocciole. Discreto.
Ci facciamo portare il conto. La spesa totale, gentilmente “ritoccata” è di 215 euro, così distribuita: nessun coperto (cosa ormai rara, ma meritevole); le due mezze penne 14 euro; i ravioli 13 euro; le quattro bottiglie di acqua 12 euro; il Lighea 17 euro (ottimo rapporto Q/P); i tre polpi 42 euro; il branda 13 euro; il filetto di pesce con le verdure grigliate 22.50 euro; la tagliata 45 euro (nonostante l’assoluta qualità e provenienza, decisamente eccessivo); il fritto misto per tutti 32 euro ed i tre dolci 15 euro.
Una buona cena, in buona compagnia. Spesa accettabile, va tenuto conto che i tre pargoli hanno mangiato molto meno e dei banalissimi primi. E diciamo che il fritto ha superato la prova.
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