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Stiamo vivendo un periodo da “fidanzatini” perchè la nostra pargola è dai nonni e noi ne approfittiamo subito con qualche uscita in più. Non che con la piccola stessimo comunque molto in casa. Dietro consiglio di una nostra amica, decidiamo di andare a provare il ristorante Ai Torki a Deglio, una frazione di Villa Faraldi, qualche km sopra San Bartolomeo al mare. Almeno così pensavamo. All’uscita autostradale proseguiamo verso il mare e, dopo 1,5 km circa, giriamo a sinistra in via Faraldi e la percorriamo per oltre 7 km, oltrepassando l’abitato di Riva Faraldi. Ad un certo punto la strada si restringe fino a diventare una corsia scarsa per ambedue i sensi di marcia. Fortuna che non incrociamo nessuna macchina nel senso opposto. Alla fine riusciamo a raggiungere il locale (anche perché la strada praticamente finisce) che dispone di un parcheggio privato sterrato sotto strada, oppure è possibile parcheggiare nello slargo davanti all’entrata.

La struttura prevede anche un pergolato esterno dove sono stati posizionati pochi tavoli per mangiare all’aperto. Una volta dentro troviamo un ambiente decisamente diverso dalle nostre aspettative. E’ la classica trattoria dell’entroterra, prevalentemente in legno e con un arredo alquanto pittoresco e rustico. Il nostro tavolo è posizionato vicino alle vetrate che danno sulla vallata. Non mi aspettavo un locale chic, ma forse qualcosa di più curato e carino. Diciamo che la location lascia un pò a desiderare. Invece, giovane, simpatica e disponibile la cameriera che ci seguirà per l’intera serata.

Partiamo con il cestino di pane casereccio sul tavolo che verrà subito integrato dalla loro focaccia presentata a quadrotti, alti, forse un pò troppo unti. Una bottiglia di acqua naturale ed il loro vino della casa, etichettato La Rivetta – Le Nasse del 2012. Un bianco discreto, da 11.5 gradi, servito bello fresco, direi più che accettabile.

Decidiamo entrambi di partire con un Antipasto misto di mare che comprende una lunga serie di portate che ci vengono servite a rotazione: si parte con un piatto comprendente un’ostrica (non tra le mie passioni), fettine di salmone e di spada su letto di rucoletta discrete, un ottimo polpo e patate ed infine dei gamberetti sbollentati e serviti in una mezza conchiglia e coperti da una delicata crema al formaggio. A seguire un corposo assaggio di frittura di calamari, molto spogli, eseguiti con una panatura quasi nulla, gamberetti ed anelli di cipolla in pastella. Fritto particolare e buono. Chiudono il giro di antipasto le ultime due terrine, una di cozze in umido e l’altra di lumachine in salsa piccante. Ho trovato particolarmente saporite le cozze, cucinate semplicemente col vino bianco ed una spolverata di prezzemolo, molto gustosa la bagna in fondo alla pirofila. Una sorpresa, invece, le lumachine. Non sono un amante delle lumache in genere, ma queste, più piccoline, molto simili a quelle che si vedono attaccate a qualsiasi scoglio, quasi annegate in questa salsa stracarica di peperoncino, mi sono piaciute. Antipasto infinito con piatti più o meno convincenti, di sicuro sostanzioso; il mio consiglio è di prenderlo in due per non gravare poi sui piatti seguenti, oppure se lo si vuole gustare singolarmente (devo ammettere che ne vale la pena) non esagerare con le successive ordinazioni. Tra l’altro l’antipasto va a toccare anche altri piatti presenti nel menù e si rischia di mangiare le stesse cose. Proprio come ho fatto io avendo scelto di secondo la frittura.

Nell’attesa ci portano un assaggio di Sgombro in carpione, gentilmente offerto dalla casa. Assaggino che proprio non mi è piaciuto. La cameriera approfitta della pausa per chiederci molto premurosamente se, dopo quel popò di antipasto, vogliamo comunque proseguire con le successive ordinazioni. Noi confermiamo il Tonno alla piastra per mia moglie e, come ho già accennato, riguardo alla mia Frittura mista di pesce, chiedo se è possibile averne una mezza porzione. Detto fatto. Molto gentile.

Il tonno è giustamente rosato, appena scottato sulla piastra, leggermente impanato nei semi di papavero, adagiato su due mezze patate sbollentate e servito con una marmellatina di cipolle caramellate. Nonostante tutti questi sapori, il risultato è stato discreto, ma senza particolari picchi.

La mia frittura mista, parente stretta del piatto già presente nell’antipasto, comprende oltre ai calamari ed ai gamberi, un misto (ridotto) di pesci poveri che non ho trovato troppo esaltante. Come contorno, una dadolata di patate al forno, troppo burrose. Devo dire che mi è piaciuto molto di più l’assaggio presente nell’antipasto.

Mia moglie è a posto così, mentre io proseguo col dolce anche perché so già che poi me ne ruberà qualche cucchiaiata. Scelgo un Tiramisù, fatto in casa, molto buono nonostante abbiano usato i savoiardi (inzuppati nel caffè quanto basta), mentre io sono un sostenitore del pan di spagna.

Chiudiamo la nostra cena con un caffè, un limoncino ed il conto. Il caffè viene servito con un piattino di Piccola pasticceria composto da cantucci, semplici biscottini di pasta frolla ed al cocco. Buoni. Il conto è di 83.50 euro, così composto: due coperti (ahimè) 4 euro; la bottiglia di acqua 2 euro; il bianco della casa 10 euro; i due antipasti di pesce 36 euro; il tonno 15 euro; la mezza porzione di fritto 9 euro; il tiramisù 6 euro ed il caffè 1.50 euro.

Arrivare a pagare più di 40 euro a testa mi è sembrato istintivamente eccessivo. Ho trovato sproporzionati, nel rapporto Q/P, entrambi i secondi. Ribadisco la bontà del giro di antipasto e, per questo, confermo la mia idea, se mai dovessi ritornarci o per chiunque volesse andare a provare: lungo tour di antipastini di mare e dolcino. In questo modo anche il vostro conto sembrerà meno salato.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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