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Domenica a pranzo organizziamo con i nostri amici un gita fuori porta (breve) e relativo pranzo. L’agriturismo si chiama “Cà da Ninna” e si trova a Costa Carnara, una frazione sopra Dolcedo, nel primo entroterra imperiese.
Il locale è prevalentemente in pietra, piccolo, carino e con una gestione familiare. Il percorso è semplice, la direzione è Dolcedo, vi occorreranno una decina di km circa, quindi prima di raggiungere l’abitato si svolta a sinistra, ancora un paio di km e si è arrivati. A disposizione della clientela c’è un ampio parcheggio protetto dalla vegetazione, ricavato nelle fasce sottostanti. Entriamo.
Pochi tavoli, ben distanziati tra di loro, il nostro è in un angolo con lo spazio necessario per il passeggino dei nostri amici, come avevamo richiesto. Non avevo alcun dubbio, qui la gentilezza e la cortesia sono di casa. Ci accomodiamo.
Siamo quattro adulti più le due bimbe che ormai mangiano quasi come noi.
Da bere, oltre all’acqua in caraffa, c’è il loro vino della casa, sia bianco che rosso. Il bianco è molto casalingo e ruspante, pure troppo, non mi piace, mentre il rosso è piuttosto amabile e, secondo il mio modesto parere, più indicato per il pranzo di oggi. Diciamo accettabile. Ci sarebbero, inoltre, alcune etichette non di loro produzione, saremmo tentati, ma alla fine decidiamo di lasciar perdere.
Il menù è già impostato e si comincia da un abbondante Giro di antipasti. A rotazione ci vengono serviti: fagottini caldi di ricotta e prosciutto, cipolle ripiene, rotelline farcite con verdura, una delicata ai porri su crostoni caldi, involtino di prosciutto, formaggio ed asparagi, peperoni (sia rossi che gialli) ripieni e gratinati al forno, involtini di bresaola con crema di formaggio e maggiorana e, per finire, cima alla ligure con peperoni piccanti. Antipasto buono, decisamente abbondante, non troppo banale e che riporta in tavola gli antichi sapori della tradizione. Solo questo sarebbe sufficiente per sfamare l’intera tavolata.
Proseguiamo con i primi, due: Lasagne al forno e Ravioli alla ligure al sugo. Due primi semplici, casalinghi, ma ben fatti e soprattutto genuini, perfetti per le nostre bimbe. A seguire altri due secondi: una Rollatina di carne e frittatina di erbette ed il Coniglio alla ligure con patate al forno. Premetto che siamo quasi sazi e questo può incidere sui successivi giudizi, ma la rollatina non mi ha fatto una gran impressione, lo stesso dicasi per le patate al forno, mentre i pezzetti di coniglio con i sapori giusti e le olive, li ho trovati ben cucinati, gustosi e saporiti.
Siamo pienissimi, ma ci sarebbero ancora due dolci: Meringhe su vellutata di zabaione e Baci della Ninna. Le meringhe sarebbero anche buone, ma sono troppo cariche di zabaione per i miei gusti e risultano troppo pesanti, i baci (di loro produzione) sono a base di amaretto che non è proprio la mia passione. Ma questo è un mio gusto personale. Quattro caffè, un limoncino offerto dalla casa ed il conto. Conoscevamo già la cifra totale di 100 euro. Infatti qui la spesa fissa pro capite è di 25 euro (le due pargole hanno spiluccato nei nostri piatti).
Un prezzo assolutamente onesto. Tutto buono e genuino, forse solo qualche calo verso la fine del pranzo dovuto anche alla quantità industriale di piatti che vengono proposti. Un locale di sicuro affidamento.
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