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Cena del Venerdì sera con i nostri amici. Vorremmo provare un nuovo locale e ci viene in mente la “Taverna Zero” a Diano Marina e più precisamente in via Milano, nella zona pedonale. Perché Taverna Zero? Perché la filosofia di questo ristorante sembra orientata verso il piccolo produttore locale e la sostenibilità del territorio.

Per la vostra macchina consiglio un paio di zone più o meno comode: in questo periodo, non ancora particolarmente affollato, si trova qualche parcheggio sull’Aurelia oppure il grande parcheggio gratuito nei pressi della stazione.

La politica del locale non prevede la prenotazione al di sotto delle dieci persone. Scelta alquanto discutibile, ma per fortuna noi siamo tre famiglie ed in totale proprio dieci persone. Chiamo e prenoto per le 20. Arriviamo per primi e, nel frattempo, riceviamo pessime notizie dalle altre due famiglie: una è in ritardo e l’altra molto probabilmente darà forfait. Ci accomodiamo ed informiamo i gestori che potremmo essere meno del previsto. La notizia non viene presa benissimo e neanche troppo mascherata. Alla fine siamo sette in tutto, quattro adulti e tre pupi.

La struttura, molto carina, è composta da una zona esterna con un dehor direttamente sulla via pedonale e da una interna con un arredo moderno e molto stiloso. Apprezzabile la scelta dei tavoli, delle sedie e delle luci. All’interno il locale ha una prima sala con pochi tavoli e si sviluppa attraversando un lungo corridoio con vista sulla cucina fino ad arrivare ad una seconda sala (pensata per le prenotazioni numerose appunto) con un tavolo gigantesco ed uno più piccolo…il nostro. Scopriremo in seguito che al tavolone, secondo le esigenze, vengono fatti accomodare anche gruppi di persone che non si conoscono. Altra scelta discutibile.

La sala dispone, inoltre, di un maxi schermo per le partite di calcio e di grandi vetrate su due lati che danno sia sulla via che su di un corridoio esterno attrezzato con una mezza dozzina di tavolini per mangiare all’aperto, ma comunque riparati. Per quel che ci riguarda abbiamo spazio a sufficienza per far scorrazzare i pargoli omaggiati di palloncino del locale che ha contribuito a tenerli impegnati.

Diciamo che l’ambiente e l’atmosfera sono veramente accattivanti. Lo stesso non si può certo dire del servizio che, oltre al disappunto iniziale per il nostro forfait parziale, non si può proprio definire cordiale e disponibile.

Ma veniamo alla nostra cena. Sul tavolo un discreto cestino del pane e varie bottiglie di acqua naturale (in caraffa), comprese nel coperto. Innanzitutto i pargoli: un piatto di Porchetta di coniglio con patate al forno da dividersi in due ed un piatto di Fusilli al pesto. La porchetta consiste, più che altro, in un paio di grandi fette di rotolo farcito con carne di coniglio, guanciale, olive taggiasche snocciolate e pomodori secchi. Piatto impegnativo, ma che i nostri ragazzi sembrano gradire molto. Anche i fusilli, o meglio una sorta di eliche, sono ben fatti, cottura perfetta e condimento artigianale equilibrato e saporito. Ottimi.

Per noi quattro si comincia dal bere con una bottiglia di Arneis del quale non ricordo l’etichetta. Discreto, ma leggermente mosso, nonostante avessimo chiesto un vino fermo. Le due signore scelgono lo stesso piatto, presente tra le proposte del giorno, un Budino di trombette: un piatto fondo con una specie di tortino caldo di zucchine trombette lasciato “a mollo” in un guazzetto di pomodoro. Piatto discreto, molto particolare.

Noi due maschietti ci facciamo attirare, invece, dalla liste dei loro piatti a base di hamburger. Scegliamo il GuancialeBurger. La descrizione parla di carne selezionata, toma brigasca, guanciale croccante, cipolla e chips di patata. Ci aspettavamo un piatto scomposto, perfino senza pane ed invece tutte le prelibatezze descritte sono state rinchiuse, banalmente, nei più classici dei panini per hamburger. Il sapore è buono, nulla da dire, ma forse in questo modo il piatto ha perso un po’ di fascino. Sicuramente particolari, ma non esaltanti le chips a bordo piatto.

Abbiamo ancora ordinato un paio di Fritti di calamari e gamberi ed una porzione di Patatine fritte da mettere in mezzo e spiluccare. Fritti ben fatti, per nulla unti, anzi forse leggermente asciutti ed un po’ scarsini. Minimo comun denominatore dei nostri piatti la mancanza di sale, sempre meglio meno che troppo, ma rimane tutto un po’ insipido.

Ci sta ancora un dolcetto. Si presenta al nostro tavolo una cameriera, giovane e decisamente stressata, che molto velocemente ci espone i dolci disponibili. Scegliamo tre Coppe di gelato per i pargoli, un Tiramisù ed una Mousse ai tre cioccolati. Dolci serviti in piccole “arbanelle” di vetro dove, all’interno, c’è il dolce scelto e sul coperchio ermetico, lasciato volutamente aperto, c’è una spruzzata di panna. Presentazione carina, ma risultato mediocre. In tutti abbiamo sentito una nota di sapore che non abbiamo riconosciuto, una spezia forse, che secondo noi ha rovinato i dolci. Peccato.

Ancora un caffè e poi il conto. La spesa complessiva è di 152 euro. Ecco il dettaglio: sette coperti 10.50 euro; l’Arneis 20 euro; la porchetta di coniglio 13 euro; i fusilli 8 euro; i due budini 18 euro; i due burger 26 euro; i due fritti 26 euro; le patatine 4 euro; i cinque dolci 25 euro ed il caffè 1.50 euro.

Diciamo che il conto sarebbe anche onesto se tutto fosse risultato buono, ma onestamente alcuni piatti non ci hanno entusiasmato. Location pensata davvero bene, ma servizio da rivedere. Penso occorra una seconda possibilità.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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