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Giro a Barolo. Prima al WiMu, il museo del vino, uno spazio espositivo, artistico e multimediale carino ed interattivo, poi un giro per il piacevolissimo borgo, quindi la sosta mangereccia.
In questi giorni i locali sono presi letteralmente d’assalto dai turisti. Noi siamo solo in tre, ma facciamo fatica a trovare un tavolo ed alla fine, dopo un lungo girovagare, riusciamo a sederci a La Cantinetta, un’osteria in pieno centro storico.
All’esterno un dehor non troppo invitante, ma di certo la stagione non aiuta. Ambiente familiare (solo l’ambiente), molto tradizionale ed affollato. Il patron si inventa un paio di tavoli nel passaggio tra la prima saletta subito all’ingresso e la successiva, più ampia. Sistemazione improvvisata, ma non possiamo pretendere di più. Una cameriera, discretamente scorbutica, si occupa della mise en place e delle nostre ordinazioni.
Ottimo cestino del pane e grissini. Da bere una bottiglia di acqua naturale e due calici di…Barolo, ovviamente. Ottimo.
Per la pargola un piatto di Ravioli del plin con burro e salvia, un primo semplice, ma ben cucinato.
Per noi due lo stesso piatto, un Risotto ai porcini. Porzione discreta, riso bello sgranato, condimento molto buono e saporito. I porcini si vedono e si percepiscono al palato. Non è sempre così.
Chiudiamo con un paio di dolci. Un Tiramisù ed una Panna cotta con granella di nocciole. Entrambi i dolci molto buoni.
Con i due caffè chiediamo anche il conto. La spesa complessiva è pari a 59 euro. La relativa distinta si basa su voci generiche e quindi poco comprensibili da poter giudicare. Esco con la convinzione di aver mangiato bene con un discreto rapporto qualità/prezzo, in un locale semplice, dallo stile familiare, ma con un servizio non particolarmente accogliente.
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