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Serata, ma soprattutto cena fuori dall’ordinario. Ci troviamo nella sala Biribissi, all’interno del Casinò di Sanremo per sperimentare la cucina di Alessandro Borghese. Qui lo chef sta registrando il nuovo programma “Kitchen Sound” e, durante il periodo di registrazione, apre anche il suo “Temporary Restaurant AB – Il lusso della semplicità”.
Siamo in quattro e, per la particolare occasione, assolutamente senza prole. Lo show inizia intorno alle 21. Un servizio giovane e simpatico ci fa accomodare, Borghese fa capolino dalla cucina per capire quando si può cominciare. Siamo una trentina di ospiti tutti curiosi di provare la sua cucina. La location non è proprio accattivante, ma noi non siamo di certo qui per ammirare gli stucchi del Palazzo Liberty che ospita la sala ristorante.
Un’estroversa cameriera da inizio alle danze con un giro di Franciacorta marchiato AB che accompagna il primo piatto della serata, Fish balls con crema di finocchi e menta. Una sorta di polpetta di pesce, molto delicata, ma saporita con alla base una morbidissima crema di finocchi ed un importante accenno di menta che, però, trovo molto azzeccato.
Fettine di pane scuro vengono servite singolarmente su piattino di pietra nera. Prima di finire il piatto, godiamo di un altro giro di Franciacorta. Lo chef fa un primo tour tra i tavoli per capire se tutto procede bene. Scambiamo, quindi, due parole con un simpatico Borghese.
Il secondo piatto consiste in un Carpaccio scottato di baccalà con macedonia di frutta. Una presentazione molto, ma molto elegante. Una base quadrata di bocconcini sottili di baccalà sulla quale è presente un’alternanza di frutta e verdura e qualche goccia di maionese di soia come tocco finale. Piccoli assaggi di un’infinità di sapori agrodolci assemblati perfettamente. Questo piatto è stato abbinato ad un Gewurztraminer della Tenuta Joseph Hofstatter. Un vino importante, ma a mio gusto (personalissimo) decisamente troppo fruttato, in parte compensato dai sapori del piatto, ma veramente troppo fruttato.
Ad accompagnare la serata il fidato dj di Alessandro Borghese che lo sostiene nel suo nuovo programma musical-culinario e che stasera ci propone musica in sottofondo. Proseguiamo.
Terzo piatto della serata, Risotto al limone candito con gamberi viola di Sanremo. Un gran risotto, cottura perfetta, condimento delicato con un paio di gamberi contrapposti nel piatto (praticamente crudi) separati da una linea di olio di basilico. Che dire? Buonissimo. Il risotto è servito con un Sauvignon Blanc Vette della Tenuta San Leonardo. In questo caso assolutamente nulla da dire. Un gran vino.
Torna a trovarci lo chef e, questa volta, scattano le inevitabili domande su alcuni dei suoi programmi.
Quarto piatto, un Eclair ripiena di cappon magro targata Borghy Style. Alla base c’è la pasta choux, quella che si utilizza per preparare i bignè, la forma è un lungo biscotto scavato al suo interno e riempito con dell’ottimo cappon magro personalizzato da Borghese con originalità ed inventiva, senza, per questo, dimenticare la tradizione e la storia del piatto. Nuovo piatto ed ovviamente nuovo calice, questa volta rimaniamo in Liguria con un Vermentino Colli di Luni “Lunae” della provincia di La Spezia. Nonostante non sia un particolare fan delle etichette legate al mio territorio, devo dire che si è rivelato un vino notevole.
Chiudiamo la serata con il dolce, un Dolce Alexandra accompagnato da un Passito di Pantelleria Nes delle Cantine Pellegrino. Dolce esagerato e decisamente originale. Protagonista una quenelle di gelato alla crema su base di meringa scomposta, a completare il piatto altre quenelle più piccole di cioccolato fondente o biscotto, mini spugne di pistacchio e svariati bocconcini di frutta fresca che, al palato, prolungano la sensazione iniziale, piacevole e fresca.
Ultimo passaggio di Borghese per i saluti finali ed, ovviamente, fare il pieno dei nostri complimenti e di quelli dell’intera sala. Sono le 23 passate, ma il tempo è volato. Noi non ci alziamo, però, fino a quando non ci vengono serviti Caffè e friandises, ossia piccoli dolci “di compagnia” che, in questo caso, sono dei mini cubotti di cioccolato che contengono chicche di nocciola. Ottimo!
Ora le dolenti note, siamo così giunti al conto che peraltro conosciamo già. La spesa pro capite è pari a 100 euro. Premetto che non credo esista alcun menù (a prescindere da chi ci sia in cucina) che valga una cifra simile. E’ altrettanto vero che a spesa importante non sempre corrisponde un menù adeguato, per una manciata di euro in meno mi è capitato di mangiare e non essere per nulla soddisfatto. In questo caso il conto è decisamente notevole, ma l’esperienza (perché di esperienza si tratta) ci ha soddisfatto e ripagato abbondantemente. Diciamo che una volta all’anno si può anche fare. Se la cosa interessa…siete ancora in tempo.
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