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Questa sera vogliamo testare gli influssi arabi sulla cucina siciliana e più precisamente mangiare il cous cous. A San Vito lo Capo, ogni anno nel mese di Settembre, viene organizzato il Cous Cous Fest, il Festival Internazionale dell’Integrazione Culturale, giunto ormai alla sua diciottesima edizione. Allora dove potremmo mangiare questo piatto se non a San Vito?
La mia attenzione viene attirata dalla location del ristorante “Tha’am” situato nella via che corre parallela alla via principale. Dall’esterno l’atmosfera è decisamente orientale, molto curata ed invitante. A partire dal dehor molto stiloso, nei colori dominanti del blu e del bianco, con imponenti tendoni e drappeggi che lo proteggono e che conta circa una trentina di coperti sufficientemente distanziati tra loro. Non abbiamo prenotato, ma è ancora relativamente presto e riusciamo a trovare un tavolo. A breve non sarà proprio più possibile.
Il servizio stenta un po’ a decollare, ma dopo un primo sbandamento (ci fanno passare davanti un paio di tavoli) non avrà più sbavature.
Cominciamo dal bere, una bottiglia di acqua naturale ed una mezza bottiglia di vino bianco. La mezza bottiglia ci risolverà quasi tutte le nostre serate. La quantità soddisfa più di un solo calice a testa ed il prezzo rimane comunque contenuto. Giochiamo in casa e scegliamo una Anthilia di Donnafugata. Un gran vino, composto principalmente da uve cataratto, con i suoi 12.5 gradi, servito fresco, rimane di sicuro tra i miei preferiti.
Pensiamo prima alla nostra bimba, per lei un Pescato al forno. Si tratta di un rombo passato al forno con olive ed i giusti sapori e coperto con uno strato di sottili fettine di patata. Piatto molto delicato, ma saporito grazie anche alla crosticina ottenuta dalla copertura con le patate. Come contorno chiediamo un piattino di Carote crude in insalata. Scelta buona e sana.
Per noi due, come ho anticipato, due piatti di Cous cous con pesce. Ci viene servito un grande piatto fondo rigato (molto bello) che ospita un ottimo cous cous, cotto alla perfezione, e con la presenza di un trancio di dentice (appena sbollentato). Servito a parte, in una piccola zuppiera, il brodo di pesce corretto con una delicata passata di pomodoro, aromatizzato il giusto e bello piccantino. Brodo da aggiungere pian piano nel piatto. Direi notevole e sorprendentemente abbondante. A prima vista la quantità inganna, ma il fondo (molto fondo) del piatto è risultato molto più capiente del previsto. Meglio.
Chiudiamo la cena con un dolce. Uno solo. Tre piccole Mini sfere al cioccolato servite su tazzina di cioccolato con crema chantilly ed una salsina di mandorla. Discrete.
Chiediamo il conto. La spesa complessiva è di 67 euro con questo dettaglio: due coperti (la bimba no) 6 euro; la mezza bottiglia di Anthilia 10 euro (prezzo decisamente sopra la media riscontrata in questa vacanza); la bottiglia di acqua 3 euro; il rombo 11 euro; il contorno 3 euro; i due cous cous 26 euro (ottimo rapporto Q/P) ed il dolce 5 euro.
Direi una spesa più o meno adeguata con luci, nessun coperto per la bimba, il rombo ed il cous cous, ma anche qualche ombra, tre euro per un coperto o per una bottiglia di acqua e 10 euro per la mezza bottiglia. La qualità dei piatti non si discute e lo stesso vale per la location. Due aspetti molto importanti.
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