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Weekend con suoceri. A dire il vero noi avremmo in programma una serata con la famiglia di Torino che frequenta la nostra stessa spiaggia. Cosa fare? L’unica soluzione per non perdere nulla è riunire la combricola ed andare a cena tutti quanti insieme. Siamo quindi in dieci, con la stessa composizione: bimba più genitori, più coppia di nonni materni…al quadrato.

I nostri amici ci propongono la Baia Salata, la spiaggia situata in zona borgo Prino che, per la cena, indossa l’abito da sera e si trasforma in un ristorante/pizzeria con un discreto fascino ed in una location accattivante.

Per il parcheggio nessun problema, a circa duecento metri c’è un immenso parcheggio gratuito. Come ho già detto, la location è molto piacevole: tavoloni e sedie in legno massiccio, grandi coperture in paglia. Una sorta di stile caraibico, a due passi dal mare.

Il nostro tavolo è posizionato su di un pedana rialzata posta in mezzo al locale. Una rapida lettura del menù e si comincia.

Subito un paio di bottiglie di acqua naturale e gasata ed il piatto per le pargole. Una Frittura di soli calamari accompagnata da una sola porzione di Patatine fritte. I piatti arrivano abbastanza velocemente, buoni, ben fatti.

Ed ora il bere. I nostri amici amano pasteggiare con le bollicine ed occorrono, quindi, un paio di scelte. Noi solitamente evitiamo le etichette locali, ma, visto che stasera abbiamo ospiti piemontesi, facciamo uno strappo alla regola e rimaniamo in zona con un Pigato del Poggio dei Gorleri. Per quel che riguarda le bolle, la proposta non è esaltante, e decidono di provare un Franciacorta MonteRossa rosè, cantina storica di Franciacorta. Avrebbero preferito evitare un rosè, ma non ne hanno potuto fare a meno. Al palato sembra buono, anche se avrebbero dovuto servirlo un po’ più freddo e con il suo cestello. Sul nostro Pigato, nulla da dire. Casa vinicola del nostro primo entroterra (Diano Gorleri), conosciuta ed affidabile. Proviamo a chiedere un paio di cestelli per le due bottiglie, ma il servizio stenta un po’. Si presentano con una sorta di fascia ghiaccio che, purtroppo, si adatta al bianco, ma non al rosè che rimarrà “nudo” ed accaldato per il resto della serata. Vabbè!

Parte il nostro primo giro di piatti, chi un antipasto, chi un primo. Arrivano quattro Fritture di acciughe, servite all’interno di una “cornucopia” di carta assorbente e con, a bordo piatto, un bicchierino di un composto (liquido) di peperoni rossi e gialli, particolarmente saporito e piccante. Ottimo per intingere le acciughe. Altro antipasto, la Crudità di mare presentata su pietra nera rettangolare, accompagnata da una sorta di piccola misticanza ed anelli di cipolla rossa. Buona. Ancora due antipasti, tradizionali, delle Insalatine di polpo tiepido. Piatto sostanzioso con una presenza massiccia di polpo rispetto alle verdure presenti. Chiudiamo il primo giro con un primo, uno Spaghetto ai frutti di mare. Porzione abbondante, risultato discreto, peccato per il sugo rosso, io personalmente li preferisco al verde e, dall’espressione del mio socio, sembra anche lui.

Le due bottiglie, ormai “tiepide” tengono ancora e decidiamo di non bissare nulla.

E’ il momento del secondo giro di piatti. La maggior parte di noi ordina un Fritto di paranza. Un misto di pesci di piccolo taglio, anelli e ciuffetti di calamari, accompagnati da verdurine ed anelli di cipolla in pastella. Porzione discreta come, direi, discreta la riuscita del piatto. Arrivano ancora una Frittura di acciughe ed una Insalatina di polpo scelte come secondo, quindi aspettiamo con ansia i Calamari ripieni che tardano ad arrivare. Trascorsi altri dieci minuti, quando tutti gli altri hanno ormai terminato, facciamo nuovamente presente il contrattempo. Si sono chiaramente persi per strada la comanda. Passano altri venti minuti e finalmente arrivano i calamari. Scuse doverose della cameriera, ma decisamente fuori tempo massimo. Un paio di calamari scottati sulla griglia e ripieni, adagiati su di un letto di riso bianco. Premetto che i calamari alla brace, soprattutto ripieni, non sono proprio la mia passione, quindi non sono la persona più indicata per dare un giudizio, ma a vedere il mio amico non sembra particolarmente soddisfatto neanche lui. Probabilmente ha influito anche l’attesa infinita.

Passiamo ai dolci. Non per tutti. Un paio di Macedonie con gelato e tre porzioni di Tiramisù. Alcuni di noi avrebbero ordinato un più semplice sorbetto al limone, ma a quanto sembra, prima c’è e poi non c’è più. Questo ed altri momenti della cena denotano una certa disorganizzazione del personale, anche se giovane, simpatico e disponibile.

Ad onor del vero, il tiramisù è buonissimo.

Un solo caffè e poi il conto. Il totale è di 288 euro, così distribuito: nessun coperto; due bottiglie di acqua 4 euro; il Pigato 15 euro con ottimo rapporto Q/P, ma lo stesso non si può dire del Franciacorta a 24 euro; cinque acciughe 50 euro; una crudità 12 euro; i due fritti delle pargole 30 euro; la patatina fritta 5 euro; gli spaghetti ai frutti di mare 12 euro; tre insalate di polpo 36 euro; quattro paranze 60 euro; un calamaro ripieno 14 euro; due macedonie 9 euro; tre tiramisù 16 euro (5.33 a porzione ?!?) ed un caffè 1 euro.

Diciamo che rimaniamo all’interno di una spesa pro capite più che accettabile, ma qualche disservizio qua e là lo abbiamo riscontrato. Va bene la disponibilità del personale, mettiamoci anche la tavolata numerosa ed il sabato sera, ma su poche cose non riesco facilmente a passare sopra ed una di queste è proprio la tempistica dei piatti. Patisco non riuscire a mangiare tutti insieme. Mi rendo conto che può capitare, ma rimane spiacevole. Per il resto, positiva la location e discreta la cucina.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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