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Pranzo domenicale con amici. Siamo in sei, due famiglie con un bimbo a testa (il loro già più grandicello della nostra pargola), più il cane Buddy. Propongo una mangiata all’agriturismo “Cà da Ninna”, a Costa Carnara, una frazione di Dolcedo, nel primo entroterra imperiese. Per il percorso ed una descrizione più accurata della struttura vi rimando alla mia precedente recensione.
L’ora indicativa è intorno alle 12,30. C’è anche una tavolata per una comunione, mi preoccupo per il possibile casino, ma alla fine non ce ne accorgeremo neanche. Ci accomodiamo.
Il menù è già impostato e comprende una serie infinita di antipasti, un paio di primi, altrettanti secondi ed un giro di dolci. Vino della casa (imbottigliato), sia bianco che nero. Diciamo casalingo, ai limiti del rustico. A mio gusto personale, decisamente meglio il nero del bianco. Bottiglie di acqua naturale e gasata. Cestino del pane casereccio con degli ottimi e particolari grissini artigianali (quasi dei biscotti). Si parte.
Gli Antipasti della casa vengono serviti a rotazione con una serie di vassoi lasciati sul tavolo. Frittelline di cipollotti, crespelle di fonduta, involtini di bresaola e formaggio morbido su barchette di sedano, tortino di verdura, quiche ai porri, fagottini di ricotta e speck, asparagi “pucciati” in una crema di formaggio ed avvolti nel prosciutto cotto. Serie di antipasti ottima, a mio parere con un miglioramento nella cura del dettaglio, e come sempre abbondante. Sicuramente uno dei punti di forza della loro cucina.
Proseguiamo con una coppia di primi: Ravioli al sugo e Tagliatelle ai funghi. Ravioli semplici e genuini, non esaltanti, ma come è normale che sia un semplice raviolo. Comunque un classico della cucina casalinga. Le tagliatelle cucinate egregiamente, bianche, con solo i funghi per condimento, un goccio di panna ed una spolverata di aromi. Veramente ottime.
Cominciamo a sentirci sazi. Per fortuna, il servizio temporeggia un po’ più del dovuto nel passaggio dai primi ai secondi piatti. Una saggia decisione, i bimbi ne approfittano per uscire fuori a giocare.
I secondi sono due: Brasato con patate al forno e Cima alla genovese. Insieme alle due portate ci viene servita una terrina di pomodorini ripieni di peperoncino fatto in casa. Una vera e propria bomba. Brasato molto saporito, accompagnato da ottime patate al forno tagliate grossolanamente e cima, cucinata seguendo rigorosamente l’antica tradizione ligure, che personalmente ho trovato non più che discreta. Ma considerate che io non sono un amante del genere e che sono decisamente sazio.
Arriviamo, così, ai dolci: un giro di Panna cotta al caramello ed un piatto con numerosi Quadrotti di crostata con marmellata di albicocca. Dolci fatti in casa, veramente, ma veramente buoni, soprattutto la panna cotta che si scioglieva in bocca. Chiudiamo con un limoncino della casa, buono, e quattro caffè.
Il conto è di 115 euro, per la precisione, 25 euro per ogni adulto, 15 euro per l’altro bimbo e nulla per la nostra che ha si spiluccato dai nostri piatti, ma che in alcune portate ha ricevuto anche la sua porzione. Un trattamento decisamente onesto.
E’ sempre un piacere venire a mangiare in questo locale, direi perfetto per la classica gita domenicale.
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