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Sabato pomeriggio giro in moto e poi cena al Prino, dal nostro comandante Andreino, chef del ristorante Anemone di Mare. Siamo in cinque comprese le nostre due pargole.
Questa volta ci accomodiamo all’interno del locale. Meno apertura sul mare, ma più chiacchiere col comandante. La serata è soft, la sala non è pienissima e le nostre chiacchiere con lo chef aumentano.
Si comincia con un paio di bottiglie di acqua ed una di Piganò dei Viticultori Ingauni di Ortovero (SV). Buono, ma sarebbe stato ancor più buono se fosse stato più fresco.
Le due pargole, oltre a spiluccare dai nostri antipasti, decidono di dividersi una Frittura di calamari. Ottima, come sempre.
Noi tre adulti decidiamo per un giro di antipasti. Nell’ordine Acciughe marinate, un Brandacujun ed un intramontabile Polpo e patate. Tre antipasti più che collaudati ed affidabili tra i quali emerge comunque il polpo “evergreen”.
Il secondo giro di portate riguarda solo primi piatti e, più precisamente, le meravigliose Busiate dello chef. Una pasta siciliana (di origine trapanese) che, a mio parere, non ha eguali. Pasta “ignorante”, ruvida, cotta perfettamente e condita con un abbondante sugo di pesce. Il piatto, da solo, vale la visita. Provare per credere.
Chiudiamo con un paio di dolci. Un paio di Meringhe di loro produzione ed una Cassata, giusto per rimarcare il loro stretto legame con la terra di Sicilia.
Terminata ufficialmente la serata, proseguono le nostre chiacchiere con lo chef Andreino. Prima di salutare, però, non possiamo non assaggiare i suoi prelibati Amari, tutti prodotti in casa. Amari molto personali e particolari il cui assaggio va conquistato, visita dopo visita.
Nessun caffè ed il conto. La spesa complessiva è pari a 139.50 euro, arrotondato poi a 139 euro. Ecco il dettaglio: cinque coperti 7.50 euro; due bottiglie di acqua 4 euro; un Piganò 20 euro; i tre antipasti 39 euro; le tre busiate 39 euro; la frittura 15 euro; i due dolci 10 euro ed altrettanti amari 5 euro.
Escludendo l’unico piatto delle pargole, direi un cifra pro capite più che adeguata. Circa quaranta euro per gustare una materia prima di assoluta affidabilità e freschezza abilmente cucinata dallo chef Andreino.
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