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Prosegue la nostra settimana senza pargola. Questa sera si torna ad Alassio per tastare un locale che ci aveva incuriosito la volta precedente. Si tratta della taverna “Acquapazza” situato all’estremo est del litorale di Alassio (verso Albenga per capirci), a pochissimi metri dal mare.
La struttura dispone di due accessi, sia dal budello che dalla passeggiata parallela sul mare. La sala interna, arredata sui toni del bianco ed azzurro, è curata, ma non è grandissima. All’esterno sono presenti, all’incirca, una quarantina di coperti, alcuni direttamente sulla spiaggia ed altri sulla passeggiata.
Durante il nostro precedente passaggio ci avevano intrigato l’atmosfera e la presentazione dei piatti sul menù posto all’esterno del locale. Non abbiamo prenotato, è vero che siamo in piena stagione, ma è altrettanto vero che si tratta di un Martedì ed infatti troviamo ugualmente un tavolo sulla passeggiata. Perfetto.
Una volta sistemati, una simpatica cameriera ci serve una bottiglia di acqua naturale ed un grazioso cestino in legno bianco con bocconcini di pane e focaccina morbida. Deliziosi.
Da bere, saremmo orientati verso una mezza bottiglia, ma poi cambiamo idea in corsa e decidiamo per una Falanghina Villa Raiano del 2014. Servita fresca nella sua glacette. Ottima. Direi un buon inizio.
A questo punto si presenta al nostro tavolo il proprietario (sempre presente, ma discreto) per raccogliere le nostre ordinazioni.
Si parte dallo stesso antipasto per entrambi, un Tortino di polpo e patate. Porzione generosa, con parte del polpo lasciato volutamente più grande e leggermente arrostito e con salsina di olive nere ed una spolverata di bottarga a completare il piatto. Veramente buono.
Nel frattempo la bottiglia di Falanghina, che pensavamo troppa, pian piano si svuota. Giustamente, aggiungo io.
Mia moglie prosegue la cena con un Sauté di cozze e vongole servito dentro un’enorme zuppiera bianca, molto stilosa. Piatto decisamente ricco, immerso in un sughetto bianco, senza pomodoro ed accompagnato da un paio di grandi fette di pane rustico. Altro scelta azzeccata.
Per me, invece, un Tonno scottato e condiglione. Ancora una porzione decisamente abbondante, forse la più abbondante della serata. Il trancio di tonno è notevole, lasciato spesso, forse troppo, ma non per questo ne ha risentito la qualità delle cottura interna, rosata al punto giusto. Anche qui una spolverata di bottarga, a lato una riduzione di aceto balsamico ed un piccolo contorno di condiglione composto da pomodorini, straccetti di peperoni, insalatina verde ed anelli di cipolla rossa. Che dire, tutto veramente molto buono.
La Falanghina è ufficialmente terminata, noi siamo del tutto sazi ed il dolce proprio non ci sta. C’è ancora posto per un solo caffè e poi il conto.
La spesa complessiva è pari a 88 euro con questo dettaglio: due coperti 5 euro; una bottiglia di acqua 2 euro; la Falanghina 21 euro; due polpi e patate 26 euro; un sauté 13 euro; il tonno 20 euro ed il caffè 1 euro.
Ci aggiriamo intorno ai 40 euro pro capite, non è poco, ma si tratta, ormai, di una spesa in linea con la media presente nei nostri locali in Liguria. In ogni caso, nello specifico, un importo decisamente adeguato se rapportato alla quantità ed alla qualità dei piatti assaggiati. Questo ristorante, o meglio questa “tavernetta” come è indicato sul loro bigliettino, ci ha piacevolmente sorpreso e merita, senza dubbio, altre visite.
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