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Per domenica abbiamo deciso di organizzare un personalissimo Motogiro della Strega non essendo riusciti a partecipare all’ultima edizione, causa maltempo. Abbiamo scelto uno dei tanti tracciati già sperimentati dal motogiro ufficiale, ma lo abbiamo modificato secondo le nostre esigenze e preferenze.
Volete sapere che giro abbiamo fatto? L’itinerario lo potete trovare nella Gallery inserita nelle “Informazioni Utili”.
Partenza da Imperia e ritrovo a Taggia, in piazza degli Eroi Taggesi, con annessa COLAZIONE. A questo punto il nostro motogiro può partire ufficialmente. Seguiamo la SP 548 con direzione Badalucco e proseguiamo poi per Molini di Triora. Da qui deviamo a sinistra sulla Provinciale 65 e percorriamo l’intero passo Colla di Langan (1.130 slm) per poi scollinare fino ad arrivare a Pigna. Continuiamo a scendere fino ad Isolabona e li passiamo il ponte ed imbocchiamo la Provinciale 63 che ci porta al meraviglioso borgo di Apricale dove scatta l’ora APERITIVO. Dopo la nostra seconda sosta proseguiamo giù fin quasi al mare per poi risalire su fino al “Principato” di Seborga dove si conclude ufficialmente il nostro motogiro con un PRANZO all’Osteria del Coniglio.
Un bellissimo giro in moto lungo un centinaio di km abbondanti che consiglio vivamente.
Il pranzo appunto. Abbiamo prenotato in questo storico locale del “Principato” nel cuore del centro storico. Arriviamo tardi, intorno alle 14, ma per telefono ci hanno assicurato che non ci sarebbero stati problemi. E così è. Una simpatica signora ci accoglie calorosamente e ci fa accomodare nella prima saletta a disposizione della clientela. Noi siamo in cinque.
Innanzitutto un paio di bottiglie di acqua ed una di vino rosso, anzi due mezze perché non hanno più la bottiglia grande. Una Barbera d’Asti D.O.C.G. Superiore La Luna e i Falò di Vite Colte – Barolo (CN). Un rosso del 2013 più che discreto.
Si presenta al nostro tavolo un giovanissimo cameriere all’apparenza svogliato, ma alla fine simpatico (nel suo genere). Quattro di noi si dividono due Antipasti misti della casa composti da: vitello tonnato, tomino di formaggio fresco alle erbette, un paio di fette di coppa, insalata russa, voulevant di formaggio, un quadrotto di torta di verdura, mezzo uovo sodo con una maionese alla senape ed un paio di cubotti di pizza fatta in casa. Abbondante di sicuro, ma forse un po’ banale.
Cestino del pane rustico, ma troppo secco che non invoglia particolarmente.
Il piatto centrale del nostro pranzo non può che essere il Coniglio, fiore all’occhiello della cucina di questo ristorante. Io scelgo il Coniglio alla Seborghina e con me altri due. La cottura alla Seborghina non è altro che la classica cottura alla ligure con un invitantissimo sughetto al vino bianco (peccato per il pane mediocre) ed abbondanti olive taggiasche. Buono. Come contorno ci facciamo portare quattro porzioni di Patatine fritte, una in più, ma che sono certo non andrà sprecata.
Il mio socio decide per un Coniglio ripieno servito già tagliato a fette ed accompagnato da spinaci saltati in padella. Quest’altro tipo di cottura è risultata, invece, decisamente più pesante e meno piacevole al palato.
Chiude la tavolata mia moglie con un Filetto al pepe verde con contorno di fagiolini appena sbollentati. Filetto molto tenero e cotto bene, ricoperto dalla salsa al pepe verde non troppo invadente. Buono.
A questo punto chiediamo cinque caffè ed il conto. La spesa complessiva è pari a 135 euro. Non dispongo più del dettaglio, ma si tratta esattamente di 27 euro pro capite.
Direi una cifra, forse, leggermente sproporzionata rispetto a quanto mangiato. Va ricordato che, oltre al piatto principale di ognuno di noi, ci siamo divisi solo due antipasti misti e due mezze bottiglie di vino in ben cinque persone. La location è pittoresca e la struttura è posizionata in un antico borgo medioevale del nostro entroterra con una storia molto particolare. Il pranzo è andato comunque bene, ma mi sarei aspettato una spesa più contenuta.
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