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Seconda tappa del nostro tour enogastronomico sul lago di Molveno. Questa volta scegliamo il ristorante “El Filò”, situato in fondo alla zona pedonale del centro storico. Per un eventuale arrivo in macchina, questa volta è anche peggio, visto che la gran parte dei parcheggi (a servizio della zona balneare) sono dalla parte opposta della lunga via centrale.
L’insegna che dà sulla piazza indirizza verso una piccola galleria all’interno della quale è presente un negozio di tessuti ed articoli per la casa. Una porta e quindi una scalinata ci conducono nel ristorante.
Lo stile è simile al locale provato ieri sera, ma più curato ed elegante. Arredo rigorosamente in legno. In fondo alla scala un grosso bancone bar sulla sinistra e poi la struttura si sviluppa in piccole salette molto accoglienti che contano ognuna non più di quattro, cinque tavoli.
Ci accomodiamo ed ordiniamo subito una bottiglia di acqua ed il vino. Visto che abbiamo apprezzato il Teroldego della cena precedente, lo ordiniamo di nuovo, ma questa volta sfuso, in caraffa da mezzo litro, perché non hanno le mezze bottiglie. Buono comunque.
Stasera siamo propensi verso un unico, grande piatto di portata.
Mia moglie ordina il Piatto rustico della casa. Si tratta di un piatto composto da un delizioso formaggio cotto sulla piastra, morbido, ma in crosta, accompagnato da funghi misti trifolati e la polenta di storo, diffusissima da queste parti. Ottimo piatto, molto saporito e sostanzioso.
Per me, invece, uno Stinco di maialetto al forno. Succulente polpa intorno all’osso (da aggredire con le mani, ma non lo faccio) di un tenero maiale con contorno di funghi trifolati e patate al forno. La carne è buonissima e la cottura perfetta. Gran piatto.
A chiusura della serata, prima che si svegli la nostra pargoletta, ci sta ancora un dolce. Scelgo il Tiramisù della casa. Dolce fatto in casa utilizzando i savoiardi (sarei più favorevole al pan di spagna), discreto, ma secondo il mio parere poco saporito.
Due caffè ed il conto. Questo, per voi, il dettaglio: nessun coperto (ottimo), il piatto rustico 10 euro; lo stinco 11 euro; il tiramisù 3.50 euro; il mezzo litro di Teroldego 5 euro, la bottiglia di acqua 2.50 ed i caffè offerti, per una spesa complessiva pari a 32 euro. Si avete capito bene, solo 32 euro.
E’ vero, non abbiamo preso neanche due piatti a testa, ma vi garantisco che le porzioni erano a dir poco generose. A prescindere dalla struttura ridotta della nostra cena, ho trovato la qualità dei piatti particolarmente alta. Materie prime di prim’ordine, fresche e genuine. Un servizio attento e professionale. Vi dico fin d’ora che sarà, di gran lunga, il ristorante col rapporto qualità/prezzo migliore in assoluto tra tutti quelli provati in questo nostro soggiorno. Siamo in vacanza e preferiamo sperimentare locali e (possibilmente) cucine diverse, ma sarebbe da tornare in questo posto anche altre sere.
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