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Serata solo adulti a Torre Paponi. Mi rendo conto che, detta così, sembra chissà cosa, ma in realtà non è altro che una cena senza prole. Cena nella meravigliosa location della Pignatta d’Oro. Per itinerario e descrizione vi rimando, gentilmente, alle mie precedenti recensioni.
Siamo in quattro. Innanzitutto un Appetizer composto da una serie di quadrotti, ancora tiepidi, di pizza e focaccia. Altrettanto valido il cestino del pane, non tanto per il pane, ma soprattutto per i grissini, artigianali, che chiediamo più e più volte. Ottimi.
Da bere, oltre ad un paio di bottiglie di acqua, ordiniamo un rosso, un Barbera d’Asti, l’etichetta, se ben ricordo, dice “La Gubela”, ma non ne sono così sicuro. Una cosa, però, la so, è veramente, ma veramente buono. Inizio promettente.
Si comincia con quattro antipasti. Per me e la mia signora il solito, ormai collaudato, Tris di antipasti, con l’altrettanto solita variazione alla loro proposta. La composizione definitiva è la seguente: millefoglie di polenta, patate e baccalà, flan di porri con cuore di robiola e mosto d’olio ed un brandacujun su crostino caldo e crema di olive taggiasche che va a sostituire il magret d’anatra. Piatto decisamente affidabile, sempre presente e sempre molto ben cucinato e presentato. A mio parere, il brandacujun è una spanna sopra.
Gli altri due antipasti sono un Brandacujun singolo ed un Magret d’anatra scaloppato su misticanza, toma e mele. Del “branda” ho già detto, mentre sono stato piacevolmente sorpreso dal magret (petto) d’anatra presentato a mo’ di millefoglie con una crema di zafferano. Molto buono.
Con il giro di antipasti se ne va la prima bottiglia di Barbera che bissiamo prontamente.
Ed ora una serie di secondi piatti. Per mia moglie un Filetto alla griglia con salsa ai 5 pepi con patata al cartoccio e burro aromatizzato, un pezzo di carne lasciato volutamente alto, ma cotto perfettamente al suo interno e con una deliziosa crema “pepata” che impreziosisce il piatto.
L’altra signora, invece, prosegue sul tema scelto per il suo antipasto con una Tagliata di anatra all’arancia, accompagnata da una patata al cartoccio e burro aromatizzato. Anatra ben lavorata e cucinata, deciso, forse un po’ invadente, il sapore della corposa salsa agli agrumi.
Il mio socio ed io chiudiamo il giro di piatti con un paio di Tagliate di manzo, questa volta accompagnate da trombette tagliate a piccole rondelle, saltate in padella e lasciate gradevolmente croccanti.
Saltiamo i dolci e, dopo due caffè, chiediamo il conto.
La spesa complessiva è pari a 192 euro, gentilmente arrotondata a 190 euro con questo dettaglio: coperto 8 euro; tre bottiglie di acqua 9 euro; due Barbera 40 euro con un ottimo rapporto Q/P; due tris di antipasti 32 euro; gli altri due antipasti 24 euro; l’anatra 20 euro; il filetto ai 5 pepi 19 euro; le due tagliate di manzo 36 euro e due caffè 4 euro.
Una cifra pro capite importante che si aggira intorno ai 48 euro, ma che rimane perfettamente in linea con la spesa media in questo locale relativa ad almeno gli ultimi tre anni. Questo, senza che ne venga condizionata la qualità dei piatti proposta dalla cucina, piatti sempre di ottimo livello. Sulla particolarità della location e sull’atmosfera magica che si respira in questo ristorante non sto più a soffermarmi.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
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