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Pranzo di lavoro, sempre in coppia col mio solito collega e con altri due ospiti che arrivano da Genova. Dopo una lunga ispezione che copre il nostro tratto autostradale, ci fermiamo a Savona per il pranzo. E’ tardi, sono quasi le 14,00. Troveremo un locale che ci darà ancora qualcosa da mangiare? Alla fine decidiamo per quello che, in questa zona, ci ha sempre dato le migliori garanzie: “L’Angolo dei Papi”.

Una volta arrivati nei pressi del porto di Savona, passata la rotonda, si prende la direttiva che porta verso il centro storico. Dopo pochi metri si gira a sinistra tenendo sulla destra un grosso parcheggio, si prosegue per un centinaio di metri e, svoltato a destra, si arriva al ristorante. Non c’è una grande disponibilità di posti auto. Se non si vuole tornare indietro verso il parcheggio che vi ho accennato in precedenza, bisogna essere fortunati e sperare di trovare un posto tra quelli a pagamento o con parchimetro dislocati nelle vicinanze.

Il locale è adiacente al Duomo di Savona. Siamo fortunati è aperto, nonostante ci sia un cartello con scritto: chiusura settimanale il Lunedì. Ed oggi è proprio Lunedì. Lo dicevo io che era affidabile.

Il proprietario ci accoglie molto gentilmente e ci fa accomodare nella sala “papale”. La prima sala che si incontra all’ingresso conta una ventina di coperti ed è quasi totalmente circondata da enormi scaffali in legno con decine e decine di bottiglie che vanno a comporre la vastissima carta dei vini di questo locale. Sala, questa, riservata ai “fast lunch”, una sperimentazione importata dall’America per una cucina veloce, ma comunque di qualità ed a prezzi contenuti.

La seconda sala, quella papale appunto, ha una capienza di circa una trentina di coperti. Musica di sottofondo, parquet sul pavimento, pareti rivestite in juta alla cui sommità un listone in legno fa da tramite col soffitto e fornisce, al tempo stesso, l’illuminazione interna. Tende rosse ornano i finestroni che danno sul Duomo, come rosse, di velluto, sono foderate tutte le sedie. Tavoli di legno massiccio, per la maggior parte rotondi, con una mise en place essenziale, ma raffinata: eleganti tovagliette bianche sostituiscono la tovaglia, un tocco di classe è la cannella come spessore per poggiare le posate sul tavolo. Alle nostre spalle, appese alla parete, le tele dei tre papi che danno il nome al locale. Si tratta dei due papi di origine savonese: Sisto IV e Giulio II ed il terzo, Pio VII, allontanato da Roma e rimasto, per anni, in esilio proprio qui nella città ligure.

Ma adesso basta con la storia e comincia il nostro pranzo. Per il vino seguiamo il consiglio del proprietario. Ci propone un Pinot nero Riserva Montigl delle cantine Terlan di Terlano (BZ).  Un gran vino del 2004, da 13.5 gradi, discretamente fruttato, corposo ed armonico.

Una piccola degustazione ci aiuta ad ingannare l’attesa. Assaggiamo del Baccalà sbollentato con salsa di pesto. Un trancio di baccalà cotto appena appena, sporcato con poche gocce d’olio evo ed adagiato su di una delicatissima salsa a base di pesto e pinoli. Ma la degustazione non si ferma qui. Ci arriva un secondo piatto composto. Una terrina lunga e rettangolare con Acciughine leggermente scottate in padella con un filo d’olio evo. Sulla stessa terrina, da un lato, una seconda più piccola con Seppioline in umido con carciofi, olive nere, capperi, e carote. Ottimo piatto, originale, molto saporito ed altrettanto ben presentato.

Il primo morso della fame è stato placato ed ora siamo pronti per il resto. Uno dei nostri due ospiti ordina una Scaloppa di orata in crosta di pane. Quasi un pesce intero impanato, con il risultato di una panatura spessa e croccante. Valida l’idea, molto particolare il piatto, ma io rimango fedele alla tradizione che vuole il pesce cucinato più semplicemente, valorizzando al massimo il gusto della sua carne. Con questa tecnica di cottura ho avuto l’impressione che il sapore venisse un pò meno.

Per noi altri tre, invece, un piatto di Costolette, trancio di coscia e di spalla bardate d’agnello con verdura al forno. Carne d’agnello molto tenera, saporitissima la crosta ottenuta sulla coscia e sulla spalla, con la scoperta, almeno per me, di un nuovo elemento di gusto: carciofi, anelli di cipolla e cipolline con una goccia d’olio, lievemente impanati e messi in forno. Il risultato con così poco è stupefacente. Ottima verdura, simile ad una saporita frittura, ma essendo al forno, molto più sana e leggera. Gran piatto!

Passiamo ai dolci. Il mio collega passa la mano, mentre io ordino un Tortino di cioccolato. Il classico tortino di cioccolato fondente che racchiude dell’altro cioccolato fuso e fumante accompagnato, ai bordi del piatto, da frutta fresca di stagione. Una delizia. Segue il mio esempio solo uno dei due nostri amici, mentre l’altro ripiega su di una più tranquilla Insalata di frutta fresca. Un piatto rettangolare stracolmo di banane, uva nera, fragole, pere ed arance. Semplice, ma sano.

Chiediamo il conto ed ancora una volta rimaniamo più che soddisfatti del trattamento. Una spesa totale di 137 euro, così distribuita: il giro di antipasti 40 euro; l’orata 16 euro; l’agnello per tre 54 euro; il Pinot nero 18 euro; una bottiglia d’acqua 3 euro e tre caffè 6 euro.

Ecco il mio consiglio: se volete assaporare le specialità locali arricchite grazie ad una cucina di alto livello che tratta solo alimenti di primissima qualità, in un ambiente tranquillo e raffinato, questo è decisamente il posto giusto.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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Autore

jerryb@libero.it

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