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Oggi è il mio quarantesimo compleanno!!! Mamma mia! Una svolta nell’arco di una vita e direi che l’occasione è di quelle importanti. Per festeggiare degnamente una simile ricorrenza mi occorre un ristorante adeguato…ce l’ho. Il locale in questione è “La Pignatta d’Oro” a Torre Paponi, un borgo medioevale, frazione di Pietrabruna, nel primo entroterra imperiese. E’ da un po’ che vogliamo provare questo ristorante e ci siamo tenuti il jolly per una cena particolare. E questa è senz’altro quella giusta.

La serata è calda e convinco mia moglie ad andare in moto. Il tragitto è relativamente semplice: partendo da Imperia, direttiva verso Sanremo, appena prima di arrivare a San Lorenzo al Mare, una deviazione sulla destra vi porta, dopo cinque km circa, dentro l’abitato di Torre Paponi. Noi siamo in moto, appunto, e problemi di parcheggio non ne troviamo, ma per chi usasse la macchina ci sono un paio di discreti parcheggi in zona.

Non appena si imbocca la stradina che porta dentro il paese, un cartello illuminato da una fiammella vi indica la direzione giusta. Il percorso fino al ristorante è segnalato da continue lucine che, nel buio della notte, sembrano quasi magiche. Quando arriviamo a destinazione rimaniamo sbalorditi dall’ambiente e dall’atmosfera di questo posto. Si tratta di una torre cinquecentesca ristrutturata recentemente mantenendo intatta la struttura originaria e valorizzandone tutti i pregi. Il locale è distribuito su più livelli e diviso in diverse salette, tutte ricavate nella pietra. Ad occhio e croce, direi una sessantina di coperti, saggiamente distribuiti. Dappertutto un gioco di quote diverse e di finestrelle che fanno intravedere altra salette. Nulla è lasciato al caso. Perfino il bagno, a cominciare dalla porta, conferma la cura e l’attenzione riposta nella ristrutturazione. Il tocco moderno, a mio parere, viene risaltato dall’accostamento del vetro alla pietra che rende l’ambiente veramente raffinato. L’illuminazione è gestita esclusivamente con luci incassate nel pavimento di una tonalità di grigio che riprende la pietra circostante.

Il nostro tavolo è in una piccola saletta appartata e molto intima, posta ad un livello inferiore rispetto alla sala principale. Da qui si può accedere, ad un livello ancora più basso, alla “grotta/cantina” dove si trovano in bellavista una selezione di etichette, un elegante espositore di bottiglie ed un piccolo banco per l’eventuale degustazione del vino scelto. Una “chiccheria”. Nel menù noteremo poi anche la presenza di birre artigianali che vanno a completare la loro carta dei vini.

Dopo aver curiosate un po’ in giro ed esserci innamorati di questo posto, ci accomodiamo. Ad accompagnare la nostra cena, una piacevole musica di sottofondo. Notevole cura anche per quel che riguarda i tavoli e la loro mise en place. Tavolo in acciaio e legno scuro con sedie in acciaio e pelle scura, striscia di tessuto ècru, candela, rosa in mono vaso minimal in acciaio satinato calamitato sul tavolo, posateria di ottimo livello. Oserei dire…perfetto!

A nostra disposizione è già pronto un piattino con fette di ottimo pane tiepido e grissini di pregevole fattura. Per ingannarre l’attesa ci viene servito un Appetizer composto da due crostini caldi, uno con un gustostissimo e delicato lardo e l’altro con dei pomodorini. Un simpatico e gentilissimo cameriere si presenta al nostro tavolo col menù. Partiamo dal vino. Decidiamo di orientarci verso un’etichetta locale e rinomata, un Vermentino di Laura Aschero, una rinomata azienda del nostro territorio. Un bianco del 2008, da 13 gradi, servito freschissimo nel suo cestello. La loro proposta è invitante, non troppo diversificata, ma di livello.

Mia moglie opta per la carta, mentre io, tentato da troppi piatti, decido per il loro Menù degustazione che comprende tre antipasti, due primi, due secondi ed un dolce a mia scelta. Si comincia.

Tris di antipasti per la mia consorte: millefoglie di polenta, baccalà ed olio aromatizzato al tartufo bianco, flan di trombette su vellutata di pomodoro e fiori di zucca croccanti ripieni di trombette su crema di parmigiano. Tre assaggi corposi il giusto e di altissimo livello. La mia degustazione relativa agli antipasti è molto simile al piatto scelto da mia moglie e si differenzia solamente per un piatto di affettati selezionati composto da prosciutto crudo, salame e coppa.

Un’altra caratteristica degna di nota riguarda i tempi del servizio. Nonostante la netta differenza dei nostri due percorsi gastronomici, i tempi sono stati sempre rispettati senza mai subire alcun intoppo.

Il mio menù prosegue con i primi, due per la precisione: Tagliolini freschi al ragù di coniglio, olive nere e pinoli e Tortelloni fatti in casa di asparagi e ricotta con pancetta saltata in padella. Tagliolini eccezionali, perfetti nella cottura, nella porzione e nell’equilibrio degli ingredienti, per i tortelloni un piccolo voto in meno causa, a mio gusto personale, un’eccessiva presenza di olio nel piatto. Comunque due ottime portate che, dopo aver chiesto un altro piatto, ha potuto apprezzare anche mia moglie.

Con i secondi piatti il servizio torna ad essere perfettamente allineato. Per mia moglie un Filetto alla griglia con una salsa ai cinque pepi e con patata al cartoccio e burro aromatizzato. Carne molto tenera e cucinata egregiamente, grande equilibrio tra la cottura della carne e la dose, nonché la leggerezza della salsina del condimento, un piatto molto saporito. Il mio primo secondo è il Coniglio alla Lina con patate al forno. Praticamente il classico coniglio alla ligure, cucinato con le olive e gli aromi della tradizione. Piatto si storico, forse anche povero, ma cucinato egregiamente. Il secondo secondo (scusate il bisticcio di parole) consiste in una Tagliata con julienne di verdure. Altro gran piatto, carne sempre molto tenera, cottura perfetta, rosea al suo interno con crosticina esterna.

Torna da noi il cameriere per sapere la nostra scelta dei dolci. Il suo servizio rimane impeccabile, la sua presenza mai eccessiva e la gestione dei tempi di attesa moderata quel che serve. Mia moglie decide di passare, mentre io scelgo una Panna cotta con salsa ai frutti di bosco. Un panna cotta buonissima, a vista compatta, ma all’assaggio, morbida al punto da sciogliersi in bocca, ingolosita da una delicata salsina, contornata da una noce di panna montata, lamponi e ribes sparsi qua e là e delle foglie di mentuccia a mo’ di decorazione. Veramente, ma veramente buona. Ovviamente coinvolgo nell’assaggio anche la mia dolce metà.

Siamo sazi e soddisfatti. Non ci rimane altro da fare che ordinare due caffè e chiedere il conto. Insieme all’addition ci portano un caffè di pregevole fattura servito in graziosi bicchierini. Questa è la spesa totale, 95 euro, così distribuite: nessun coperto (che sarebbe molto più giustificato qui che in tanti altri posti), la mia degustazione 38 euro; il tris di antipasti 15 euro; il filetto 20 euro; il Vermentino 20 euro; una bottiglia d’acqua 2 euro ed i caffè offerti.

Spesa equilibrata se rapportata all’elevata qualità di…tutto! Dall’ambiente all’atmosfera, dal servizio alla cucina. La nostra splendida serata è giunta al termine, ma ci tratteniamo qualche minuto in più per goderci ancora un po’ questa meravigliosa atmosfera. Noi ci torneremo di sicuro e vi consiglio caldamente di fare altrettanto.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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