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Giornata di Pasquetta senza alcun programma. Gironzoliamo nell’entroterra ligure e decidiamo di fermarci a Diano Castello, un piccolo comune a circa tre chilometri dalla più frequentata e balneare Diano Marina. Arriviamo davanti alla “Osteria di Castello” che alcuni amici, tempo fa, ci avevano raccomandato, ma che non avevamo mai avuto il tempo di provare. Decidiamo di entrare per chiedere se c’è ancora posto, considerata la particolarità di questa giornata. Ci accoglie una ragazza molto gentile che ci spiega di avere ancora un tavolino libero nella sala a piano terra, semplice, ma accogliente, oppure se preferiamo al piano superiore. Ci va benissimo il primo tavolino che ci ha proposto e quindi non salgo neanche a vedere il primo piano e non so come sia organizzato. Quello che posso aggiungere è che all’esterno è presente un grazioso giardino che da sulla piazza principale del paese con vista sul golfo dianese. Gli stessi amici che ci avevano consigliato questo posto, ricordo che ce lo avevano raccomandato per una piacevole serata all’aperto a base di pizza oppure per una bella grigliata. Oggi non è ancora possibile, vuoi il tempo incerto, vuoi che il giardino è in attesa del restyling estivo.
La saletta in cui ci accomodiamo è raccolta, i tavoli sono a ridosso del bancone bar e, al di là di una grande tavolata prenotata per il pranzo di pasquetta, ci siamo solo noi tre.
Torna a trovarci la simpatica cameriera (ma potrebbe anche far parte della gestione) a prendere la nostra ordinazione. Intanto una bottiglia di acqua naturale e poi, essendo sufficiente meno di una bottiglia da 0.75, chiediamo quale sia la loro disponibilità. Ci propone il loro Rosso della casa. Mezzo litro di vino discreto, casereccio, ma sufficientemente gradevole.
Chiediamo subito un piatto per la nostra pargola, un porzione ridotta di Gnocchetti alla bava che arrivano prontamente e nel frattempo decidiamo cosa mangiare. Siamo entrambi orientati per un piatto di carne. Mia moglie sceglie un Filetto ai tre pepi e per me, invece, un Filetto di manzo. Per contorno due porzioni di Patatine fritte. Il filetto al pepe ci viene servito abbastanza alto, al suo interno cotto a puntino, roseo e saporito, senza rasentare il crudo che mia moglie non ama particolarmente. Il mio filetto, invece, decisamente più al sangue, si presenta con la sua bella crosticina, molto gustosa, direi con i giusti tempi di brace. Anche le patatine fritte a fiammifero sono buone. Per quel riguarda i gnocchetti della nostra pargola, la porzione non è poi così ridotta (ovviamente mi offro come sostegno) ed il risultato è buono, cottura degli gnocchi al dente, condimento abbondante, cremoso e sostanzioso.
Siamo quasi a posto, ancora un dolcetto per la nostra piccola ed un altro che ci dividiamo noi due adulti. Per la bimba andiamo sul classico con una Coppa di gelato e per noi un Panna cotta al cioccolato. Dolci discreti, senza particolari picchi di sapori. A questo punto non rimane altro da fare che chiedere alla simpatica e disponibile cameriera due caffè ed il conto. Chiacchierando con la ragazza scopriamo che il locale è specializzato, e sembra anche famoso, per i “frisceu” di loro produzione. Serviti come antipasto, ma sostanziosi al punto da essee anche un piatto vero e proprio, ripieni con diverse combinazioni (pomodoro, mozzarella, formaggi) oppure abbinati ai vari affettati. Ce li vediamo anche scorrere sotto i nostri occhi e sembrano proprio appetitosi ed invitanti. Sarà per la prossima volta.
La spesa finale è di 70 euro, così composta: nessun coperto, la bottiglia di acqua naturale 3 euro; il mezzo litro di vino 6 euro; i gnocchetti 6 euro; il filetto ai pepi 20 euro; l’altro filetto 16 euro; le due patatine fritte 8 euro; il gelato 3 euro; la panna cotta 5 euro ed i due caffè 3 euro.
Devo dire che mi è sembrato tutto in bolla, ma se proprio devo fare un appunto, ho trovato un tantino esagerato il rapporto qualità/prezzo della carne. Filetti buoni, ben cucinati, ma prezzi simili sono più da ristorante con un target più alto. Comunque niente di così scandaloso. Il locale va riprovato in una sera d’estate, nel dehor all’aperto.
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