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Sono mesi che cerco di organizzare una cena col mio collega ed amico, ma per un motivo o per l’altro non riusciamo mai a combinare una data che possa andare bene. Per assurdo, poi, troviamo la quadra proprio per la sera di Ferragosto. Prenoto a Laigueglia, al ristorante Le Canard, locale già provato e molto affidabile. Siamo in quattro.
Il locale è sempre molto bello. Piccolino, molto raccolto e con una piacevole atmosfera. Mise en place curata, ma senza eccessi. Un signor cestino del pane prodotto in casa, morbido e croccante. Perfetto per la scarpetta.
Cominciamo con una bottiglia di acqua e la scelta del vino. Il mio amico mi lascia campo libero. La carta dei vini non è ricchissima, ma è di notevole qualità, soprattutto se si sceglie tra i vitigni locali. A me farebbe piacere far assaggiare ai nostri amici un prodotto di nicchia proveniente da una piccola (per ora) azienda locale. So per certo che qui hanno questa etichetta. Tutti d’accordo. Ci viene, quindi, servito un Pigato dell’Azienda vitivinicola Enrico Dario – Bastia (SV). Un vino del 2006, da 12 gradi, mantenuto molto fresco nel suo cestello, decisamente piacevole. Un’assoluta conferma che trova il gradimento dell’intera tavolata.
Ma veniamo al menu. Consigliamo ai nostri amici di provare assolutamente l’Antipasto misto di mare caldo. Una grande terrina che comprende una raccolta dei vari antipasti proposti dalla loro cucina. Insalatina tiepida di mare, polpo e patate, gamberi gratinati, fritturina di calamari e moscardini e, per finire, frittelle di polpo e gamberetti. Un piatto di assoluta qualità, come si dice, ottimo ed abbondante. Scegliamo l’antipasto misto in tre, mentre il mio amico va controcorrente e decide per un’Astice alla catalana. Una rivisitazione del piatto classico che consiste in polpa di astice, già svestito del suo carapace e presentato sotto forma di trancio, insaporito con verdurine e spezie varie. Devo assaggiarlo perché sembra molto invitante. Diciamo che il piatto è buono ed altrettanto lo è la sua presentazione, ma personalmente non lo avrei scelto. Appaga molto di più l’occhio che il palato.
La nostra cena prosegue con un secondo per tutti. Noi soliti tre scegliamo un Branzino alla ligure con patate al forno ed olive taggiasche. Un piccolo appunto sul servizio. Vengono giustamente servite prima le due signore, ma dopo qualche minuto vengo informato che il mio branzino è erroneamente andato ad un altro tavolo ed occorre aspettare una decina di minuti. Quando finalmente vengo servito, la tavolata ha quasi finito di mangiare. Un errore può sempre capitare, va apprezzato il loro tentativo di rimediare con simpatia, ma io patisco parecchio quando non mangiamo tutti insieme. Sul branzino, nulla da dire, squisito. Il mio amico continua a cantare fuori dal coro scegliendo una Tagliata di tonno. Trancio presentato con una riduzione di aceto balsamico e servito su di un letto di rucola, scaglie di grana e pomodorini pachino. Un buon piatto, generoso con un tonno decisamente tenero.
Siamo quasi giunti al termine, decidiamo di saltare i dolci anche se un assaggio lo meriterebbero. Ancora tre caffè e poi il conto. Un totale pari a 153.50 euro, così dettagliato: quattro coperti 6 euro; un antipasto misto mare per tre 42 euro; l’aragosta 15 euro; tre branzini 48 euro; il tonno 16 euro; il Pigato 17 euro; due bottiglie di acqua 5 euro e tre caffè 4.50 euro.
La spesa è sufficientemente onesta anche se ho avuto l’impressione che i prezzi siano leggermente lievitati. La qualità dei piatti è sempre elevata e l’ambiente rimane molto caratteristico, ideale per chi volesse trascorrere una serata tranquilla e romantica. Peccato per quella défaillance sul servizio, può capitare, ma qui di solito non capita.
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