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…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Durante la nostra permanenza a Barcellona prosegue la sperimentazione della cucina multietnica presente in questa meravigliosa metropoli. Questa sera proviamo il giapponese. La location è decisamente suggestiva. Ci troviamo in Placa d’Espanya, all’interno del Las Arenas Shopping Center, oggi un moderno e gigantesco centro commerciale, ma anni fa (ormai più di trenta) una vera e propria arena, teatro delle tanto amate/odiate corride. La struttura, all’esterno, ha mantenuto l’aspetto originale (dichiarato ufficialmente monumento) ed il ristorante in questione si trova all’ultimo piano, su di una terrazza circolare che gode di una vista incredibile. Davanti ai nostri occhi tutta la piazza e la Gran Via che porta al maestoso Montjuic il cui accesso principale è la suggestiva Font Magica dove vengono allestiti meravigliosi giochi d’acqua e musica. Lo scenario è pazzesco.
Ma torniamo al nostro ristorante. Si chiama Watatsumi e propone, a mio parere, una cucina orientale non così estrema che può accontentare, così, una fascia di clientela più ampia. Una volta entrati, anche la sala si rivela decisamente convincente. Tavola rotonda per noi. Siamo in sette, pargola compresa.
Il servizio, inizialmente, sembra pronto ed attento, ma poi si perderà un pò, anche per colpa delle nostre “mille”, ma inevitabili domande sulla composizione dei piatti. Come al solito spaziamo tra le varie proposte del menù e scegliamo piatti differenti per poter assaggiare il più possibile.
Da bere qualche bottiglia di acqua ed, ovviamente, Birra giapponese. Chiedo venia, non ricordo più l’etichetta, ma l’ho trovata convincente.
Partiamo con i più classici Hosomaki proposti in mille variazioni, philadelphia, salmone, gambero, tonno, cetriolo e chi più ne ha, più ne metta. E poi ancora degli Uramaki roll che, a differenza degli Hosomaki, hanno l’alga nori all’interno ed esternamente riso e sesamo nero. Le combinazioni sono infinite, noi ne scegliamo alcuni con salmone ed avocado, altri con pollo fritto ed altri ancora con philadelphia e tonno. Buoni. A seguire dei Nigiri, polpettine di riso avvolte con tonno o salmone e, per la vegetariana della tavolata, degli Edamame, baccelli di soia acerbi serviti con sale marino. Al momento, direi bene e più che soddisfatto.
Proseguiamo il nostro percorso orientale con degli Udon con totani e verdure, un paio di Tori Teriyaki, pollo saltato in padella con salsa dolce accompagnato dall’immancabile riso e delle verdure croccanti, due Shake Teriyaki, la versione di pesce col salmone al posto del pollo e, per le due signore, Wakame tofu udon, una zuppa calda con noodles udon, wakame, tofu ed erba cipollina. Ovviamente quest’altro giro di portate richiede, a gran voce, un altro giro di birre.
Decidiamo di saltare sia il dolce che il caffè e chiediamo il conto. La spesa complessiva è pari a 135 euro. Non considerando la pargola, la quota pro capite si aggira intorno ai 23 euro. Direi un rapporto qualità/prezzo decisamente onesto. Non amo particolarmente questo tipo di cucina, ma ho trovato una qualità dei piatti più che soddisfacente, la location poi è qualcosa di incredibile, una piacevolissima atmosfera all’interno con una posizione ed una vista decisamente affascinante. Che bella serata!
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