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Terza ed ultima cena valdostana in quel di Courmayeur. Prenotiamo al ristorante “Al Camin”, situato appena fuori paese.

La struttura dispone di un parcheggio privato a disposizione della clientela. All’interno una scala ci conduce verso il locale situato ad una quota inferiore. Due sale comunicanti arredate con gusto, una sorta di enoteca/vineria stilosa con la presenza del camino per le serate invernali.

Per cominciare un Appetizer, servito in una coppetta, con uovo di quaglia, crostini, pomodorini e rucoletta. Assaggio abbinato ad un flûte di bollicine.

Si presenta al nostro tavolo il patron che scopriamo essere di origini liguri (Finale Ligure per la precisione). La sua gestione è capace e coinvolgente a dimostrazione di quanta passione mette nel suo lavoro.

Partiamo dal bere, un paio di bottiglie di acqua naturale ed una di vino rosso. Non conoscendo le etichette del territorio, ci affidiamo ad un suo consiglio. Ci propone un Petite Arvine della Maison Agricole D&D di Aosta. Un vino del 2014, fruttato il giusto, buono. Cestino del pane stiloso e con un utilizzo di vari tipi di farine.

Per la pargola uno Gnocco di patate con burro e salvia. Condimento semplice, ma gnocchi ottimi, fatti in casa.

Per moglie e suocera una Insalata di porcini, piatto presentato con sedano, insalatina mista ed una corposa grattugiata di formaggio stagionato. Altro buon piatto.

Io divido con mia madre l’antipasto che, nel menù, è proposto come “piatto da condividere“, una Fonduta di formaggi della Valle con polentine, verdure croccanti e patate bollite. Ci viene servito un unico grande piatto di portata che comprende una grande terrina con la fonduta, una più piccola con quadrotti tiepidi di polenta e crostini di pane, una terza con una selezione di verdure croccanti tagliate a julienne (sedano, carota, finocchio, zucchina, rapanello e peperone) ed infine un’ultima coppetta, ancora più piccola, con alcune piccole patate bollite. Il tutto da “pucciare” nella fonduta. Qualità della fonduta notevole ed il connubio con le polentine è stato particolarmente apprezzato.

Secondo giro di piatti. Le tre signore decidono per dei Filetti di trota. Filetti impanati e fritti (nella polenta?), presentati all’interno di un cestino di pasta fillo e con un contorno di songino e pomodorini pachino tagliati a metà. Ottimo sapore della trota, particolarmente esaltato dal tipo di cottura.

Per me, infine, dei Tagliolini alla fonduta di fontina e julienne di prosciutto alla brace. Una sorta di “carbonara valdostana”, ben amalgamata e saporita. Ne avrei gradito un paio di forchettate in più.

Chiudiamo con un paio di caffè ed il conto. Ci viene offerto del Genepy che accetto solo io. La spesa complessiva è pari a 178 euro, con questo dettaglio: nessun coperto (ottimo); il Petite Arvine 26 euro; due bottiglie di acqua minerale 6 euro; la fonduta per due 18 euro; le due insalate di porcini 32 euro; gli gnocchi ed i tagliolini 26 euro; tre porzioni di trota 66 euro e due caffè 4 euro.

Come sempre, quando la nostra bimba incide in minima parte, non considero il suo piatto e, così facendo, ci attestiamo intorno ai 40 euro abbondanti. Un conto che, d’istinto, mi è sembrato eccessivo, ma che poi, riconsiderando la serata, ho rivalutato soprattutto per quel che riguarda tre aspetti: location, personalità del patron nel saper gestire la clientela e qualità delle materie prime. Su questo non si discute.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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