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La vacanza rivierasca della suocera prosegue piacevolmente. Per Sabato sera ci propone una cenetta, possibilmente a base di pesce. Per la location, non essendo pratica della zona ovviamente, lascia a noi la scelta.

Ed io un’idea ce l’avrei anche. Un locale, vicino casa, comodo e mai provato prima, il ristorante “Al Gambero”. Si trova a Porto Maurizio, che con Oneglia compone la città di Imperia, all’inizio di Borgo Marina dove sono presenti le principali spiagge (di sabbia) di Imperia ed il porticciolo turistico (e non). Il ristorante si trova direttamente sulla strada e, più precisamente, di fronte alla banchina dove si tiene, ogni due anni, il raduno delle Vele d’Epoca. Per un comodo parcheggio, soprattutto nella stagione estiva, vi consiglio di non entrare alla Marina, ma di cercare un posto duecento metri prima nei dintorni della piscina comunale e poi farvi due comodi passi a piedi. Noi, fortunatamente, abitando ad Oneglia abbiamo deciso di coprire la distanza (2 km circa) con una bella passeggiata.

Il locale è diviso in due parti: una prima sala con vetrate (una trentina di coperti) che, scendendo un paio di scalini, rimane leggermente sotto strada ed una seconda più interna (un’altra trentina di coperti). A completamento del locale, un corridoio che collega le due sale e dal quale si vede una grande finestra che dà sulla cucina. Diciamo che l’arredo non incontra proprio il mio gusto. A mio modestissimo parere l’intero locale avrebbe bisogno di una bella rinfrescata. Sicuramente la posizione, non proprio di ampio respiro, non aiuta. Il locale è pieno, i tavoli sono molto ravvicinati ed anche questo contribuisce ad aumentare la mia personalissima sensazione di chiusura.

E’ vero che l’ambiente più risulta gradevole e più incide psicologicamente sulla degustazione, ma sono dell’idea che questo posto non ne abbia bisogno. Ed ora vi spiego il perché. La gestione storica del locale è di Claudio Cane e di sua moglie (in cucina), ma da poco, almeno credo, sono coadiuvati dal figlio che, da un primo impatto, sembra molto gentile ed attento. Una simpaticissima e cordialissima cameriera ci viene incontro e ci accompagna al nostro tavolo. Dicendo al telefono che avremmo avuto un passeggino, hanno pensato ad una sistemazione adeguata, in modo tale da non essere d’intralcio, noi ai camerieri e viceversa. L’inizio è promettente.

Si presenta al nostro tavolo il figlio di Claudio che sembra gestire la maggior dei tavoli. Cominciamo con un ottimo cestino del pane composto da panetti bianchi, grissini al sesamo, integrali ed all’olio d’oliva, due bottiglie di acqua naturale ed una di vino. Non ci viene lasciata nessuna carta dei vini, ma ci viene spiegato a voce la disponibilità della loro cantina. Con mio immenso piacere scopro che, anche in questo ristorante, sono presenti il Vermentino ed il Pigato di Enrico Dario. Questo produttore locale, di Albenga (SV), sta allargando costantemente la sua ragnatela ristoratoria. Scegliamo un Pigato del 2008. Fresco, ma senza cestello del ghiaccio, una gradazione di 12.5 gradi, delicato e morbido. Una garanzia.

Anche per le proposte della loro cucina si prosegue “a voce”. Scegliamo tutti e tre un Giro di antipasti. Si tratta di un primo piatto di pesce articolato su diversi assaggi: alice marinata su letto di insalata, polpo e patate, quadrotto di focaccina tiepida, sardina in agrodolce ed una piacevole scoperta, scaglie di bottarga su fico nero. Tutto molto buono.

Mentre la cameriera rabbocca prontamente il nostro cestino del pane, il giro di antipasti prosegue con altri due piatti singoli. Prima una quiche di bianchetti con contorno di insalatina di carote crude tagliate a julienne e poi uno spezzatino di pescespada saltato con un trito di olive, prezzemolo e peperoncino, presentato su di un letto di melanzane grigliate. Chiusura di alto livello per uno squisito tour di antipasti misti basato su pesce freschissimo.

Proseguiamo con un primo per me ed un secondo per mia moglie e mia suocera. Le mie due signore vanno sul sicuro scegliendo un Fritto di soli calamari con contorno di Patatine fritte. Arriva un enorme vassoio di portata stracolmo di totani e ciuffetti fritti. Panatura e frittura abbastanza leggera, sapore molto buono.

Io, invece, nonostante la mia attenzione venga attirata da dozzine di scodelle con cozze cucinate in diversi modi che sembrano particolarmente invitanti, decido di ordinare un piatto di Linguine ai frutti di mare. Decisione quanto mai azzeccata. Mi viene servito un generosissimo piatto di linguine condite con un delicato sugo di pesce leggermente rossastro e con vongole, cozze e piccoli anelli di totano in abbondanza. Eccezionale! Piatto riuscitissimo da tutti i punti di vista. Vorrà dire che per le cozze se ne riparlerà la prossima volta.

Siamo veramente sazi. In questo locale, la quantità non fa certo. Ora, come si dice, per “ripulire” la bocca ci sta ancora un Sorbetto al limone. Piacevole, fresco, con fili di scorze di limone al suo interno e con l’aggiunta di vodka per chi volesse gradire…e noi gradiamo. Ben fatto.

Nessun caffè ed il conto. Spesa finale pari a 140 euro. Eccovi il dettaglio: unica nota dolente i tre coperti 6 euro, due bottiglie di acqua 4 euro, il Pigato 15 euro, tre antipasti misti 54 euro, la frittura per due 30 euro, una porzione di patatine fritte 4 euro, le linguine 12 euro ed i tre sorbetti 15 euro.

La spesa è si corposa, ma credo adeguata alla quantità, qualità della loro cucina e del servizio offerto. Un locale da riprovare sicuramente.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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Autore

jerryb@libero.it

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